lunedì 30 luglio 2012
FRA BREVE RITORNO ... (BACK IN A SHORT TIME ...)
ANONIMO VENEZIANO NON È MORTO, TRANQUILLI. SOLO CHE DA QUALCHE MESE È TERRIBILMENTE IMPEGNATO SU UN ALTRO FRONTE.
E, VISTO CHE SIAMO IN ESTATE, BECCATEVI 'STA FOTO, TANTO PER 'TRANQUILLIZZARVI' ...
ANONIMO VENEZIANO IS NOT DEAD: HE'S STILL ALIVE AND KICKING. HE HAS JUST BEEN KEPT AWFULLY BUSY ON A DIFFERENT 'FRONT' FOR SOME MONTHS.
SO, WAIT PATIENTLY AND BE QUIET AND HAVE A LOOK AT THIS PHOTO ...
lunedì 16 aprile 2012
ENVIRONMENTS 3 (THE FUTURE SOUND OF LONDON) - 2010
Terzo e ultimo episodio della trilogia omonima, “Environments 3” è un altro capolavoro di musica ambient, prodotto dai The Future Sound of London, duo formato da Garry Cobain e Brian Dougans.
L’album riprende in pratica le sonorità dei due precedenti, accentuando tuttavia atmosfere più ‘oscure’ e tetre. I suoni leggermente diversi rispetto ai primi due album della serie non inficiano, ad ogni modo, il mio giudizio personale sulla trilogia.
In particolare, voto personale: 9 / 10.
The third and last release of the name-sake trilogy, “Environments 3” is another great ambient music album produced by British duo Garry Cobain and Brian Dougans.
While this album virtually features quite the same sound texture as the previous two albums, it is characterized by a more sombre and darker feel. The background sound differs somewhat from the two preceding releases (“Enviroments 1” and “Enviroments 2”, both of which I have already posted); yet, my opinion about this ambient music trilogy is unchanged.
So, my personal mark: 9 out of 10.
TRACK LIST:
1. Viewed from an obscure angle
2. Summer's dream
3. Sunken ships
4. The empty land
5. A glitch in cellular memory
6. Recollection
7. Accompaniment for melodious expression
8. Absolution
9. The oldest lady
10. A diversionary tactic
11. The silent place
12. Out of sync child
13. Hall of mirrors
14. End of the world
15. Sense of being
16. Surface water
17. Heart sick chord
18. Repetition is a form of change
ENVIRONMENTS 3 (THE FUTURE SOUND OF LONDON) - 129,2 MB
http://depositfiles.com/files/xa9nvuow7
IMMAGINI 'ROCK' DEL PASSATO - 2 (OLDER 'ROCK' PICTURES - 2)
Altre foto d'epoca (dopo quelle postate il 3 marzo) di musicisti e gruppi rock (in genere, rock progressivo), tratte da ritagli (che custodisco maniacalmente) della gloriosa rivista Ciao 2001 (anni Settanta e Ottanta).
Da notare la locandina che pubblicizza la prima tournee italiana allestita nei grandi stadi: Banana Republic, con Francesco De Gregori, gli Stadio ed il compianto Lucio Dalla. Ovviamente c’ero anch’io allo Stadio Comunale di Torino quel 21 giugno 1979. Non era rock progressivo; comunque, un gran bello spettacolo!
Some more 'vintage' images (following the ones posted on March 3rd) of rock musicians and bands (most of them prog rock), taken from paper clips of Italian rock magazine "Ciao 2001" (published in the 1970s and 1980s).
Please note the playbill advertising the first Italian tour ever held at open-air football grounds: the so-called Banana Republic tour featuring Italian songwriter Francesco De Gregori, Italian pop band Stadio and late Italian songwriter Lucio Dalla. Needless to say, I went to that concert, held at the Stadio Comunale in Turin on June 21st, 1979. They played no prog rock at all; yet, it was a great performance indeed!
venerdì 6 aprile 2012
CONTRAPPUNTI (LE ORME) - 1975 (Re-post)
Più lo ascolto, più mi fa impazzire. E sono più di 35 anni che lo ascolto … “Contrappunti” è uno dei dischi più rappresentativi del rock progressivo italiano. Lo considero il miglior album (dopo “Felona e Sorona”) delle Orme - un album prodotto alla perfezione, considerando le tecniche di registrazione dell’epoca, e caratterizzato da un elevato grado di raffinatezza (tale mio giudizio è anche dovuto a considerazioni tecniche, essendo il sottoscritto anche musicista). Le soluzioni armoniche sono elaborate, senza tuttavia mai scadere nel pretenzioso: una sorta di ambizioso progetto “barocco” inserito nel contesto tipicamente romantico che caratterizza la musica del trio veneziano. Una musica, a mio parere, adatta ad essere rappresentata in un teatro, dinanzi a un pubblico attento e silenzioso.
L’omonimo brano d’apertura "Contrappunti" è probabilmente il più interessante, dal punto di vista progressive. Rimanda senza dubbio a Emerson, Lake & Palmer, con la ricca profusione di organo Hammond e le note saltellanti del piano che caratterizzano la prima delle tre "sezioni" in cui è suddiviso il brano. Nella sezione centrale, il ritmo percussivo cede il passo a un'atmosfera sognante, con tastiere e sintetizzatori in perfetto stile prog italiano. Infine, la sezione conclusiva riparte con il piano suonato dal maestro Gian Piero Reverberi (che produsse e collaborò con le Orme nella realizzazione del disco) – uno stile tipicamente “alla Keith Emerson”, abbellito da dissonanze Hammond e da un lavoro fantasioso delle percussioni, il tutto fino alla conclusione del brano.
In ogni caso, anche gli altri pezzi dell’album spiccano per bellezza e originalità: da "Frutto acerbo", con il delicato tappeto sonoro di chiatarra acustica e piano e gli abbellimenti del mellotron, ad “Aliante” (caratterizzata da un ritmo percussivo marcato da contrappunti di basso e sintetizzatore); da "India", con la sua atmosfera greve e psichedelica, alla "La fabbricante d'angeli" (un eccellente marchio prog, la cui introduzione ricorda l’album “Pompeii” dei Triumvirat, e il cui testo tratta il dramma degli aborti clandestini), a "Notturno" (affresco triste e sognante di pianoforte, organo e sintetizzatore). L'ultimo brano dell'album, "Maggio", ripresenta uno stile simile a Emerson, Lake & Palmer, con le tastiere in primo piano affiancate da un’efficace ritmica e un testo evocativo.
Voto personale: 9½ / 10.
The more I listen to it, the more I love it! And I listening to this album for the first time more than 35 years ago … “Contrappunti” is one of Italian progressive rock most impressive records. I consider it the second best album (second only to “Felona e Sorona”) by Le Orme, quite well produced (the production is not bad regarding of those times) and very elegant, too. The harmonic solutions are fiery and never pretentious, a sort of "baroque" ambitious project inside their typical romantic apparatus (this opinion of mine is based on personal 'technical' considerations, me being also a keyboard player). In my opinion, this music should have to be entirely performed in a theatre, in front of a silent crowd.
The very first track "Contrappunti" is perhaps the most impressive one, from a progressive perspective. It announces a strong Emerson, Lake & Palmer's style, as reveal the Hammond organ overdose and the miscellaneous piano parts; then the mood changes to a combination of floating keyboards and very Italian electronic moog; next, orchestra conductor Gian Piero Reverberi (who collaborated with the band on the album) goes with a complex and fast piano part “a la Keith Emerson”, surrounded by slightly dissonant keyboards and fast drums, until the piece comes to an end.
In any case, all the other tracks are excellent. "Frutto acerbo" contains excellent acoustic guitars and piano, embellished with floating mellotron parts; “Aliante” features an outstanding percussive texture based on the drums and synthesizers, with an encompassing tune devloping as the song progresses; "India" is slightly psychedelic and cold; "La fabbricante d'angeli" is a quite excellent progressive track (with an intro sounding like on the Triumvirat's "Pompeii" album, and lyrics dealing with the social problem of back-street abortions); "Notturno" has cold moog and organ notes, and the piano is particularly slow and sad. Finally, "Maggio" is another track having Emerson, Lake & Palmer's elements, especially the moog and organ textures, enhanced with evocative lyrics and percussions.
My personal mark: 9½ out of 10.
LE ORME (1975):
Aldo Tagliapietra - voce, basso, chitarre (vocals, bass, guitars)
Tony Pagliuca - tastiere elettroniche (electronic keyboards)
Michi Dei Rossi - batteria e percussioni, campane (drums and percussions, tubular bells)
Gian Piero Reverberi - pianoforte (piano)
TRACK LIST:
1. Contrappunti
2. Frutto acerbo
3. Aliante
4. India
5. La fabbricante d’angeli
6. Notturno
7. Maggio
CONTRAPPUNTI (LE ORME) - 46,3 MB
http://depositfiles.com/files/cvwzfpise
sabato 31 marzo 2012
CREUZA DE MA (Fabrizio De Andre') - 1984
Raramente ho proposto album di cantautori italiani. Ma nel caso di Fabrizio De Andre' è doveroso fare un'eccezione, per quello che ritengo il migliore dei cantautori di casa nostra.
"Creuza de ma" (scusatemi, amici genovesi, per non aver messo gli accenti giusti sulle parole del vostro interessantissimo e carinissimo - seppur talvolta 'brusco' - dialetto) viene considerato da alcuni critici come il migliore album italiano degli anni Ottanta, seppur cantato interamente in genovese. Ed anche i pareri di musicisti ed esperti stranieri (David Byrne, ad esempio) non si discostano da un tale giudizio d'eccellenza per quello che viene considerato un capolavoro di musica etnica.
Ascoltatelo con attenzione e ditemi se non merita il voto gli chi ho dato.
Voto personale: 9 su 10.
I have rarely posted albums by italian songwriters. Yet, Fabrizio De Andre' stands on his own, due to his being, in my opinion, perhaps the best Italian songwriter ever.
"Creuza de ma" (I apologize to the Genoese-speaking visitors to this blog for not putting the right accents on the Genoese dialect words of the album title) is considered to be the best Italian album of the 1980s, despite it is entirely sung by De Andre' in the Genoese dialect. And also the opinions from foreign reviewers and musicians (e.g. David Byrne) are the same in terms of excellence for this album, which is indeed considered as an ethnic music masterpiece.
If you listen to this album carefully, you will realize why I gave it a very high mark.
My personal mark: 9 out of 10.
TRACK LIST
1. Creuza de ma
2. Jamin-a
3. Sidun
4. Sinàn capudàn pascià
5. A pittima
6. A dumenega
7. Da a me riva
CREUZA DE MA (FABRIZIO DE ANDRE') - 75,7 MB
http://depositfiles.com/files/7juq9jxzj
L'AMORE E ... L'ONORE
Secondo quanto riportato dai telegiornali, il 'sub-umano' coniglio pezzodimmmerda della foto in alto è stato riconosciuto colpevole di aver attirato in trappola con l'inganno - come solo i conigli come lui sanno fare - niente meno che la sua ex-donna (con la quale aveva anche avuto una figlia) e di averla uccisa e sciolta nell'acido ...
Retroscena dell'accaduto:
1) Regione: Calabria (oddio!)
2) Contesto: due famiglie della 'ndrangheta (no comment!)
3) Presunta 'colpa' della vittima: avere tradito l'ex-compagno, non nel senso di avergli messo un bel paio di cornoni, bensì di averlo denunciato alla giustizia.
Quello che mi ha colpito è l'ottusità feroce di certa gente per la quale il concetto di onore riesce ad avere la meglio perfino sul concetto di amore. Ma come cazzo puoi ingannare, uccidere e sciogliere nell'acido una persona che hai amato, una donna con la quale, fra le altre cose, hai avuto una figlia?
Essendo il sottoscritto per metà di origini sicule - ed essendo stato sposato per quasi vent'anni con una donna calabrese - penso di sapere di cosa si parli quando si tira in ballo il concetto di 'onore' - un concetto il più delle volte storpiato. Un esempio: molti anni fa, proprio nel paese natale della mia ex, un arzillo anziano fu travolto, mentre camminava, da un fuoristrada alla cui guida si trovava il figlio di un boss locale. Il fatto avvenne di domenica mattina, in una piazza frequentata. Eppure, tipicamente, nessuno vide niente. Quando feci notare la 'merdaggine' di un tale comportamento della gente locale, uno di loro mi disse: "Tutta ggente d'onore, che si fa i fatti suoi e non parla a sproposito ..." Secondo il mio personale concetto d'onore, quel giovanotto sarebbe dovuto andare dalla polizia e ammettere di aver investito quel vecchietto senza essersene accorto. Non avrebbe fatto nemmeno un giorno di galera, conoscendo come funzionano le cose in Italia, anche perché, da quanto appresi, era sì figlio di un boss ma era incensurato (almeno, a quei tempi ...). Comportandosi così sarebbe davvero stato un uomo d'onore. Ma questo è il mio modo di ragionare ...
D'altro canto, se proprio voglio prendere, seppur minimamente, le parti della mentalità tartaro-mafiosa, devo riconoscere che la delazione è uno dei comportamenti che maggiormente detesto. E mi pare di averne già parlato in occasione di un post qualche tempo fa. NON FRAINTENDETEMI, non intendo scagliarmi contro gli "infami" in generale. Diciamo, piuttosto, che la povera Lea Garofalo (nella foto in alto - la vittima sciolta nell'acido) AVREBBE AL LIMITE POTUTO, conoscendo la 'mentalità' del posto - E SOTTOLINEO, AVREBBE AL LIMITE POTUTO - fare a meno di denunciare il suo ex uomo, limitandosi a dirgli qualcosa tipo: "Senti, non mi rompere più, non ne voglio più sapere della tua e della mia famiglia, io sparirò con nostra figlia ma non farò mai il tuo nome." Ma queste sono parole che può dire uno come me, uno che non sa come si 'vive' in certe regioni italiane - uno che, nonostante metà delle sue origini, non potrebbe mai vivere in certe regioni italiane ... (Degne di nota, a tale riguardo, le parole che molti anni fa mi disse un caro amico del sud Italia che, in visita a Torino - e sapendo della mia 'passione' per il sesso opposto - mi disse: "Tu, al mio paese, non saresti arrivato a compiere 40 anni". Forse aveva ragione, nel senso che corteggiare una donna 'sbagliata' in un posto 'sbagliato' al momento 'sbagliato' può costare la vita in certe parti d'Italia.)
Per concludere, nulla può giustificare l'efferato delitto compiuto da Carlo Cosco (mi pare si chiami così) ai danni della sua ex donna, vittima del suo ex e di un contesto culturale che né la globalizzazione né il nuovo millennio né qualsiasi altra realtà del futuro riusciranno mai a sradicare. Ne sono convintissimo, almeno per i prossimi cent'anni. E, forse, anche più.
A.V.
sabato 24 marzo 2012
THIS WAS (JETHRO TULL) - 1968 (Re-post)
Il primo album dei Jethro Tull è, a mio parere, il più "genuino", spontaneo. "This was" esce nel 1968 ed è caratterizzato da atmosfere blues (dovute alla presenza di Mick Abrahams, primo chitarrista del gruppo) e, in misura minore, jazz (tipico, al riguardo, il brano "Serenade to a cuckoo", riadattamento dell'omonimo brano di Roland Kirk). Proprio quest'ultimo è uno dei miei pezzi preferiti, insieme al pezzo di apertura "My Sunday feeling", "Beggar's farm" e "Dharma for one".
Voto personale (DA OGGI INTRODUCO LA NUOVA VOTAZIONE DA 1 A 10): 8½.
The first album by Jethro Tull is, in my opinion, the most genuine, spontaneous one released by the band. "This was" was launched in 1968 and is characterized by a "bluesy" feel (due to the presence of Mick Abrahams, former guitarist of the band) and, though to a lesser degree, jazz atmospheres (e.g. "Serenade to a cuckoo", a re-adaptation of Roland Kirk's famous jazz hit).
The latter is one of my favourite songs of the album, together with opening title "My Sunday feeling", "Beggar's farm" and "Dharma for one".
My personal mark (I WILL USE, AS OF TODAY’S DATE, A NEW RANKING METHOD, I.E. GIVING MARKS 1 to 10): 8½.
JETHRO TULL (1968):
Ian Anderson - flauto, armonica, voce, pianoforte (flute, harmonica, vocals, piano)
Mick Abrahams - chitarre, voce (guitars, vocals)
Clive Bunker - batteria e percussioni (drums and percussions)
Glenn Cornick - basso (bass)
TRACK LIST:
1. My Sunday feeling
2. Some day the sun won't shine for you
3. Beggar's farm
4. Move on alone
5. Serenade to a cuckoo
6. Dharma for one
7. It's breaking me up
8. Cat's squirrel
9. A song for Jeffrey
10. Round
THIS WAS (JETHRO TULL) - 34,5 MB
http://depositfiles.com/files/3wzrsjmov
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