giovedì 13 marzo 2008

TARKUS (EMERSON, LAKE & PALMER) - 1971


“Tarkus” sarebbe un album fenomenale se non fosse per l’evidente squilibrio fra la prima e la seconda facciata: il lato “A” è impeccabile, quello “B” è un insieme disomogeneo di brani che avrebbero meritato più attenzione. L’omonima suite è probabilmente una delle cose migliori che Emerson & soci abbiano mai fatto: un vero e proprio tour de force di tastiere, sapientemente evidenziate dal lavoro di Lake e Palmer, anch’essi al massimo della forma.
Oltre alla sua bellezza intrinseca, la suite Tarkus" (oltre 20 minuti di durata) si distingue anche per l’ottima registrazione. Le parti strumentali offrono il meglio della tecnica musicale di Keith Emerson, sullo sfondo del perfetto percussionismo di Carl Palmer. Le due sezioni iniziali sono quelle che preferisco, anche se il massimo della tensione organistica viene in sezioni quali "Iconoclast".
La seconda facciata, come ho detto, è più “arruffata”: gli unici brani che apprezzo sono "Jeremy Bender" e “The only way”.
È davvero un peccato che un album del genere presenti mediocrità del tipo “A time and a place” e “Are you ready Eddy?”, come se il trio non avesse la qualità e la fantasia necessarie per inserire qualcosa di più decente. Ed è proprio per questo che il mio voto è “Ottimo”. Diversamente, se solo il lato “B” avesse presentato un’intensità almeno pari a “Karn Evil 9” dell’album Brian Salad Surgery (tanto per fare un esempio), il mio voto sarebbe stato “Eccellente”.

“Tarkus” is a great, though a bit unbalanced album: one side is great, the other is a scattered collection of tunes that would have benefitted from further development. The first half of this album is probably one of the best things that EL&P ever did. The sprawling "Tarkus" suite is a keyboard tour-de-force, with Palmer and Lake also giving it all they've got.
Tarkus" is a massive seven-part 20-plus minute undertaking that, to my ears, may be the band's finest recording. The instrumental sections are filled with massive keyboard assaults from Emerson, anchored by Palmer's unique drumming. My favorite tracks in this suite are the two opening sections, but the real enjoyment comes during the instrumental sections like "Iconoclast".
The second half is more hit-and-miss, "Jeremy Bender" and “The only way” being my favourite tracks.
It’s a pity this album was filled with throw-away numbers such as “A time and a place” and “Are you ready Eddy?”. This is the reason why I’m giving it a ‘Very good’ vote. Otherwise, if side B had equalled at least the intensity of Brian Salad Surgery’s lengthy track “Karn Evil 9”, I would have voted ‘Excellent’.

EMERSON, LAKE & PALMER (1971):

Keith Emerson - organo Hammond, organo a canne, pianoforte, celesta, sintetizzatore Moog (Hammond organ, church organ, piano, celeste, Moog synthesizer)
Greg Lake - voce, basso, chitarre acustiche ed elettriche (vocals, bass, electric & acoustic guitars)
Carl Palmer - batteria e percussioni (drums and percussions)

TRACK LIST:

1.Tarkus
1a. Eruption
1b. Stones of years
1c. Iconoclast
1d. Mass
1e. Manticore
1f. Battlefield
1g. Aquatarkus
2. Jeremy Bender
3. Bitches crystal
4. The only way (Hymn)
5. Infinite space (Conclusion)
6. A time and a place
7. Are you ready Eddy?

TARKUS (EMERSON, LAKE & PALMER) - 51,9 MB

1 commento:

DeadPoetPaloz ha detto...

Trovo invece che entrambi i lati abbiano un equilibrio ottimo, che si mantiene però su un 4/5. Lo trovo mooolto migliore di Brain Salad Surgery, la cui seconda facciata fa semplicemente cadere le braccia! Una noia mortale, per nulla coinvolgente.. La suite di Tarkus è di gran lunga meglio. Poi "Jeremy Bender" e gli altri pezzi, strepitosi direi..