mercoledì 22 febbraio 2012

CELENTANO, LA CHIESA CATTOLICA, LA CARITA’ E L’IPOCRISIA, ECC. ECC.



Esattamente una settimana fa scoppiava lo ‘scandalo’ a seguito delle dichiarazioni rese da Adriano Celentano sulla chiesa cattolica, in particolare riguardo all’auspicata chiusura di “Famiglia cristiana” e de “L’avvenire”.
Lasciamo stare tutto il casino che ne è derivato. Piuttosto, andiamo a sabato sera, quando Celentano ha tenuto il suo secondo show, rettificando in parte le sue affermazioni.

Come ben sappiamo, il ‘Molleggiato’ non è certo il massimo quanto a cultura. Musicalmente parlando, tutt’altro discorso: nessuno può negare l’importanza che ha avuto nell’evoluzione della canzone popolare italiana. Dicevo, Adriano non è il massimo quanto a cultura e, soprattutto, conoscenza e padronanza della lingua italiana. Le parole, è noto, hanno un’importanza che, purtroppo, al giorno d’oggi va inesorabilmente scemando, un’importanza di cui sempre meno gente è consapevole. Possiamo esprimere lo stesso concetto usando parole, frasi e costruzioni della frase diverse. Ed altrettanto diversi sono i significati finali, ovvero i risultati che si possono ottenere.




Quando Celentano afferma che i due summenzionati giornali ‘dovrebbero’ essere chiusi, di fatto viola la libertà di pensiero e di stampa. Per cui, gli stessi ‘progressisti’, ex-komunisti, catto-komunisti e quant’altro avrebbero dovuto, anziché sostenere in cuor loro (come la stragrande maggioranza, secondo me, ha fatto) le tesi di Celentano, opporsi vigorosamente alle dichiarazioni del ‘Molleggiato’.
Come avrete avuto modo di capire visitando questo blog, non sono affatto bigotto né baciapile. Al contrario, detesto di tutto cuore la chiesa, intesa come istituzione millenaria, come centro di potere che più che applicare i sacri dettami della religione cattolica ha preferito esercitare un potere POLITICO E DI CONTROLLO SOCIALE che, fino a qualche decennio fa, era pressoché assoluto.

Ma credente LO SONO, ECCOME! Non praticante, niente affatto. Ma credente sì, e mi incazzo come una belva quando le ‘icone’ del cattolicesimo (quelle vere, da Gesù Cristo a Madre Teresa di Calcutta) vengono prese di mira. Come quando, ad esempio, alcuni anni fa la Corte Costituzionale fu tenuta ad esprimersi a seguito della richiesta, avanzata da una donna finlandese residente in Italia, la quale aveva preteso la rimozione del Crocifisso dall’aula scolastica della figlia. All’epoca, anche mia figlia frequentava le elementari e sapevo benissimo che sia la sua insegnante sia la preside del suo istituto appartenevano a quella schiera di fottutissime ex-compagne, ex-femministe anni Settanta, quelle che volevano cambiare tutto e tutti, quelle che “libertà, giustizia e comunismo”, ecc. ecc. La mia adorata pargola mi parlò, nonostante la giovanissima età, della discussione che aveva avuto luogo nella sua classe, accennandomi al fatto che anche nella sua scuola il Crocifisso avrebbe potuto essere rimosso, se la richiesta avanzata alla Corte fosse stata accettata.
Ricordo benissimo cosa dissi a mia figlia: “BENE, SE TOGLIERANNO IL CROCIFISSO APPESO AL MURO, TU ANDRAI SCUOLA CON UN PICCOLO CROCIFISSO E LO TERRAI SUL TUO BANCO. E SE QUALCUNO DIRA’ QUALCOSA, VADO LI’ E FACCIO SCOPPIARE UN MACELLO."




Non si tratta di essere polemici sempre e ad ogni costo, anche se questa è indubbiamente una mia peculiarità caratteriale. Semplicemente, DETESTO LA FALSITA', L'IPOCRISIA, IL 'POLITICAMENTE CORRETTO', IL BUONISMO SENZA SE E SENZA MAI, ecc. Tornando a Celentano, il suo errore principale è stato quello di esprimersi ‘male’, da ‘ignorantello’ per l’appunto. La rettifica di sabato sera scorso ha in qualche modo avvicinato il suo modo di sentire al mio (e a quello di molta gente, presumo), quando ha invitato le istituzioni ecclesiastiche ad interessarsi più dell’uomo, della ‘religione’, intesa come gli insegnamenti base del cattolicesimo, piuttosto che di politica.
Fossi stato al suo posto, avrei sottolineato, ad esempio, come sia poco ‘cristiano’ il concedere la benedizione, in punto di morte, ad un criminale come Augusto Pinochet, il dittatore cileno che aveva sulla coscienza migliaia di vite umane. Oppure, tanto per rimanere a casa nostra (o meglio, ‘vostra’, visto che certa gente italica non ha niente a che spartire con me), come sia poco ‘cristiano’ rendere l’ultimo omaggio pubblico religioso ad un criminale camorrista, mafioso e della ‘ndrangheta, facendolo sfilare per il paese, con tanto di minuto di raccoglimento dinanzi a edifici e altri simboli della chiesa.

Al tempo stesso, avrei sottolineato come sia davvero poco ‘cristiano’ il negare la benedizione (o la somministrazione dell’ostia) a omosessuali, divorziati e suicidi. Beh, sui suicidi potrei anche essere in parte d’accordo. Ma le checche e i divorziati (condizione che acquisirò anch’io a breve – quella di divorziato, non di checca, chiariamolo bene!) non hanno colpe più gravi di quelle che portano sulla coscienza stupratori, spacciatori, rapinatori e assassini. Eppure capita così: il boss mafioso che si pente (intendo dire, religiosamente – non ‘pentirsi’ dinanzi alla giustizia, ovvero trasformarsi in un vile delatore) ottiene l’assoluzione, anche se ha ucciso a sangue freddo una donna oppure ha freddato un prete davvero 'prete' (vedi Padre Puglisi a Palermo, tanti anni fa) oppure ha sciolto nell’acido un ragazzino.

Ribadisco ancora una volta: pur credendo in Dio e Gesù Cristo (pochissimo ai santi – la mia fede si avvicina di più al protestantesimo anglicano), nutro la massima diffidenza per tutto quanto sa di incenso, sacre reliquie e tabernacoli. A conferma di ciò, un fatto recentissimo. Sto attraversando un periodo difficile, non mi vergogno a dirlo, quindi mi sono rivolto a istituzioni di ‘supporto’. Prima ai servizi sociali, ma è stato del tutto inutile: come risaputo, danno la precedenza a ex-delinquenti, ex-tossici e alcolizzati, ex-troie, stranieri (quelli non mancano mai), zingari, ecc. ecc. “Va bene”, ho pensato fra me, “rivolgiamoci alla Caritas”. E sono stati gentili, mi hanno ‘ascoltato’ (come dicono loro) e mi hanno suggerito alcune soluzioni, prima su tutte rivolgermi alla mia parrocchia di competenza. Parlando con il parroco, ovvero dichiarandomi disponibile a qualsiasi lavoretto, ho ottenuto praticamente nulla: solamente l’invito a presentarmi, dopo qualche giorno, nel loro ufficio dove alcuni volontari della San Vincenzo mi avrebbero consegnato un pacco viveri. Me l’hanno consegnato, certamente, ma con una diffidenza che non vi dico.




Ma ecco che i ‘Santi in paradiso all’italiana’ mi sono tornati utili. E chi sarebbero questi santi? Due miei amici d'infanzia, marito e moglie, di quelli cresciuti a pane e parrocchia, di quelli che bazzicano sempre per chiese, congreghe, ecc. Addirittura, ebbero la fortuna, moltissimi anni fa, di vedere la testolina della loro pargola accarezzata dalle mani di Papa Woytila. Insomma, gente che negli ambienti religiosi ci bazzica come io bazzico in questo blog. Ho parlato loro della mia situazione, superando il comprensibile imbarazzo: mi hanno detto di ‘non preoccuparmi’. Infatti, esattamente due giorni dopo mi chiama la mia cara amica d’infanzia baciapile per dirmi che da quel momento in poi non avrei dovuto farmi problemi a passare ogni due mercoledì allo sportello della San Vincenzo, per prelevare il pacco viveri.
Evidentemente, ci aveva parlato LEI con il parroco insensibile ... Con non poco imbarazzo, mi sono presentato alla San Vincenzo, esattamente due mercoledì fa. E non vi dico quanta roba c’era in quel pacco viveri: pasta, zucchero, sale, conserve, lattine di fagioli (che adoro), latte, biscotti, scatolette di tonno, ecc. Addirittura una confezione di caffè e una di cioccolato. Incredibile! Subito mi sono sentito un 'ladruncolo’ ma poi, pensando che avrei dovuto aspettare ancora una decina di giorni per essere pagato dai clienti (per i lavori di ottobre, ovviamente …) ho accettato. Anche perché, dopo aver letto il libro “La questua” di Curzio Maltese (edito da Feltrinelli – un libro da leggere, un testo che, fossi ministro dell’istruzione, renderei obbligatorio nei programmi scolastici), la chiesa cattolica nostrana pare non essere così povera come si pensa …




Ritornando nuovamente a Celentano, per concludere, ho capito perfettamente quello che voleva dire. Peccato che si sia espresso male. Avrebbe dovuto fare riferimento alla carità, una delle virtù teologali, che in tempi come questi assume, secondo me, un’importanza fondamentale: ovvero, secondo quanto riportato su Wikipedia, “carità significa amore disinteressato nei confronti degli altri. Si ritiene che essa realizzi la più alta perfezione dello spirito umano, in quanto al contempo rispecchia e glorifica la natura di Dio. Nelle sue forme più estreme la carità può raggiungere il sacrificio di sé. Attraverso la carità l'uomo realizza il comandamento dell'amore lasciato da Gesù Cristo ai suoi discepoli e quindi dona la felicità eterna:

«Allora si accostò uno degli scribi che li aveva uditi discutere, e, visto come aveva loro ben risposto, gli domandò: "Qual è il primo di tutti i comandamenti?". Gesù rispose: "Il primo è: il Signore Dio nostro è l'unico Signore; amerai dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. E il secondo è questo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Non c'è altro comandamento più importante di questi." »
(Marco 12,28-31)

Strano il fatto che A.V. citi un testo sacro. No, non è strano! A.V. è sicuramente, e ve lo garantisco, un ‘fratello’ più ‘fratello’ e più 'cristiano' (tentazioni della carne a parte ...) di tanti altri che ogni domenica si inginocchiano a pregare davanti ad un altare. E che poi, per tutto il resto della settimana, si dimentica di quanto ci ha insegnato Gesù.

lunedì 20 febbraio 2012

THE GREAT LOST LIVE ALBUM (GENESIS) - 1973 (RE-POST)



"The Great Lost Live Album" è il disco dal vivo del concerto che i Genesis tennero al Rainbow Theatre di Londra il 20 ottobre 1973. Purtroppo, la scaletta del concerto non compare per intero sull'album: a quanto pare, furono eseguite anche le versioni live di "The musical box" e "Cinema show".
Un ottimo album in ogni caso, con impeccabili esecuzioni di alcuni dei pezzi forti della band all'epoca.
Voto personale: Ottimo.

"The Great Lost Live Album" is a live recording of the concert held by Genesis at the Rainbow Theatre, London, on October 20th, 1973. Unfortunately, the set list of the concert does not appear fully on the album: apparently, "The musical box" and "Cinema show" were also played.
In any case, a nice album indeed, featuring perfect rendering of the original studio tracks.
My personal mark: Very good.



GENESIS (1973):

Peter Gabriel - voce, flauto (vocals, flute)
Steve Hackett - chitarre elettriche e acustiche (electric and acoustic guitars)
Mike Rutherford - basso, chitarre acustiche (bass, acoustic guitars)
Phil Collins - batteria e percussioni, voce (drums and percussions, vocals)
Tony Banks - tastiere, cori (keyboards, backing vocals)


TRACK LIST:

1. Watcher of the skies
2. Dancing with the moonlit knight
3. I know what I like
4. Firth of fifth
5. More fool me
6. The battle of Epping Forest
7. Peter Gabriel & Phil Collins - Green grass tale (duo performance)
8. Supper's ready



THE GREAT LOST LIVE ALBUM (GENESIS) - 101,8 MB

http://depositfiles.com/files/l7m2tjdqb

CHRISTIAN WULFF, MANI PULITE, 'TUTTO IL MONDO E' PAESE', ECC. ECC.



Proprio mentre qui da noi si celebrava il ventennale dell'inizio dell'inchiesta Mani Pulite, in Germania è esploso lo 'scandalo' che ha colpito il presidente federale Christian Wulff, accusato di aver goduto di un tasso agevolato per la stipula di un mutuo e di qualche giorno di vacanza gratis, o meglio, 'a sua insaputa' come diremmo dalle nostre parti.

Ho guardato apposta TG4 (non lo faccio praticamente MAI) per vedere come avrebbero riferito la notizia. Immancabilmente, il direttore Emilio Fido ha sottolineato come tutto il mondo è paese, aggiungendo note di biasimo sui krukki che intendono dare lezioni di onestà e moralità agli altri paesi.




Premesso che, da come la vedo io, certi paesi (Italia in primis) sono più 'mondo' di altri, le accuse rivolte a Wulff sono a dir poco ridicole rispetto a quelle che vengono mosse ai personaggi politici di casa nostra. Comunque, di comportamento scorretto si è trattato, ed il buon Wulff ha rassegnato le dimissioni senza fare storie, senza accusare i giudici tedeschi di essere komunisti né i giornalisti teutonici di aver organizzato una campagna diffamatoria. A ribadire il tutto, la solenne dichiarazione della cancelliera Angela Merdel, la quale ha sostenuto che Wulff non è più in una posizione tale da 'servire il popolo' (un qualche comico alla TV ha fatto notare come tali parole ricordino Mao Tse Tung - Ma come? La Merdel sarà mica komunista anche lei???)




Vent'anni fa in Italia scoppiava lo scandalo Tangentopoli, dando l'avvio all'operazione Mani Pulite. Ricordo benissimo l'entusiasmo con cui tutti, giovani e meno giovani, di centro, di destra e di sinistra, accolsero con soddisfazione le notizie dei politici corrotti, di qualsiasi provenienza politica, indagati per reati di corruzione. I giudici del pool 'Mani pulite' furono visti come salvatori della patria. Poi, stranamente, la corrente di pensiero mutò. Quelli non erano più giudici alla ricerca della verità: erano, piuttosto, inquisitori, mossi da desideri di vendetta politica.




Quello che è successo negli anni a venire lo sappiamo bene. E, con il passare degli anni, si è diffusa sempre più l'opinione secondo la quale la magistratura italiana sia una roccaforte della sinistra. Oddio, che una qual certa corrente di pensiero pseudo-comunistoide, buonista e giustificazionista dilaghi in certi ambiti della vita pubblica (es. magistratura, giornali, pubblica istruzione) mi pare evidente. Altro esempio: che ALCUNI giudici del tribunale di Milano si siano impuntati contro il Cavaliere del Cialis, ex-primo ministro, può anche essere vero. Ma non si può avere il coraggio di parlare sempre di congiure ogni volta che si riceve un avviso di garanzia.




Personalmente, se mai dovessi commettere un reato, me ne assumerei pienamente la responsabilità senza mezzi termini. Si tratta di una questione di onestà con se stessi, di assunzione di responsabilità, di 'onore' (come avrebbe detto mio nonno siculo). Decido di andare contro la legge: corro rischi per ottenere vantaggi illeciti e, quasi sempre, consistenti (in termini di ritorno economico). Ma quando mi beccano, avrei l'onestà di riconoscere il mio sbaglio.




Ma questo è il mio modo di vedere, tipicamente poco 'italico'. Già, da tempo ormai non mi trovo più a mio agio nella nazione dove sono nato, nella terra del buon mangiare e buon bere, dei poeti e navigatori, dei grandi artisti, della cultura millenaria.

Ma dove potrei emigrare? Qualcuno può darmi un'indicazione???

domenica 19 febbraio 2012

IL 'KAMASULTRA' DI JACOVITTI (JACOVITTI'S 'KAMASULTRA' EROTIC STRIPS)



Alcune simpatiche vignette erotiche tratte dal 'Kamasultra' di Jacovitti, l'irriverente pubblicazione che costò al vignettista italiano (il migliore in assoluto, per me) la pesante censura da parte dei baciapile (e da chi altri, sennò???).




A few nice images taken from the comic strips found in 'Kamasultra', a collection of erotic strips designed by Benito Jacovitti (the best Italian cartoonist ever, in my opinion) which caused him to undergo heavy accusation and censorship by the Roman Catholic Church (who else could have done it???)


giovedì 16 febbraio 2012

LE ORME LIVE AT RADIO SUPERSONIC (LE ORME) - 1974



Un ‘discaccio’ non-ufficiale come pochi se ne trovano in giro – un bootleg da non perdere, questo “LE ORME LIVE AT RADIO SUPERSONIC, 1974”.
Innanzitutto, ai più giovani va ricordato questo programma (“Supersonic – Dischi a Mach 2”), che andava in onda sul secondo canale di RADIO RAI (successivamente RADIODUE) ogni sera dalle ore 8 in poi, dal 1971 al 1977 (per maggiori informazioni sul programma, andate a http://www.musicaememoria.com/radio_supersonic.htm ).
Quanto all’album, essendo un bootleg non si può certo pretendere una qualità sonora decente. Tuttavia, la scaletta proposta è interessante, ancor più per il fatto che si trattava della storica formazione ‘trio’ de Le Orme. Da notare la presenza di “Truck of fire – Parts 1 & 2”, che sarebbe successivamente comparsa su “Le Orme in concerto” (il primo album dal vivo ufficiale di un gruppo rock italiano).
Per quanto riguarda gli altri brani, spicca l’esecuzione integrale di “Sospesi nell’incredibile” (tratto da “Felona e Sorona”) e, soprattutto, il brano di chiusura “La porta chiusa” (tratto da “Uomo di pezza”).
Da notare che la copertina posteriore indica erroneamente, come ultimo brano, “Sguardo verso il cielo” (che, invece, è il primo) al posto de “La porta chiusa”.
Pur amando da sempre Le Orme, non possono fare a meno di notare che la loro resa dal vivo lasciava spesso a desiderare – soprattutto il tastierista Tony Pagliuca, nel disperato tentativo di imitare il mio idolo Keith Emerson.
Dopo tutto, il valore di un album del genere è prettamente quello di ‘rarità’.
Voto personale: Distinto/Ottimo.




An unofficial record you will not easily find around – a bootleg album you must not miss at all: “LE ORME LIVE AT RADIO SUPERSONIC, 1974”.
First of all, a word to the younger generations. The radio program “Supersonic – Dischi a Mach 2” was broadcast on Italian broadcasting company RADIO RAI Channel 2 (subsequently named RADIODUE) every night from 8:00 p.m. on, from 1971 until 1977 (for more information on the program, go to: http://www.musicaememoria.com/radio_supersonic.htm ).
As far as this album is concerned, it cannot of course feature good sound quality, due to its being an unofficial recording. However, the track list is quite interesting, and it should be so as the older Le Orme trio performed on this live show. Please note “Truck of fire – Parts 1 & 2”, the longer piece of music that would subsequently appear on “Le Orme in concerto” (the first live album released by an Italian rock band).
The other tracks include the full execution of “Sospesi nell’incredibile” (taken from “Felona e Sorona”) and, above all, the closing track “La porta chiusa” (taken from “Uomo di pezza”).
It should also be pointed out that the rear cover mistakenly refers to “Sguardo verso il cielo” (which, on the contrary, is the opening track) as the closing track instead of “La porta chiusa”.
Though I have always been a keen fan of Le Orme, I have to admit that they were not great live performers on stage – especially keyboardist Tony Pagliuca, always trying to desperately imitate my all-time icon Keith Emerson.
After all, an album like this one ought to be considered in a ‘rarity’ perspective.
My personal mark. Fairly/Very good.



LE ORME (1974):

Aldo Tagliapietra: basso, chitarre, voce (bass, guitars, vocals)
Tony Pagliuca: tastiere (keyboards)
Michi Dei Rossi: batteria (drums)

TRACK LIST:

1. Sguardo verso il cielo
2. Truck of fire – Parte 1
3. Truck of fire – Parte 2
4. Sospesi nell’incredibile – Parte 1
5. Sospesi nell’incredibile – Parte 2
6. Era inverno
7. La porta chiusa



LE ORME LIVE AT RADIO SUPERSONIC, 1974 - 39,3 MB

http://depositfiles.com/files/d3o4gzla8

THE ORIGINAL SOUNDTRACK (10 CC) - 1975 (RE-POST)




Nella storia del rock esistono, come in tutte le altre sfere dell'esperienza umana, enormi misteri. I Ten CC (o 10 CC) sono uno dei maggiori misteri, a mio parere. Infatti, una band del genere avrebbe meritato un successo ben maggiore di quello che ha avuto. Non in termini commerciali, bensì in termini di critica. Forse è/era un peccato incidere dischi "perfetti"? Perfetti in ogni senso (musica, testi, arrangiamenti, produzione) come "The original soundtrack"? Con la sua raffinatezza esclusiva, le atmosfere magiche, gli intrecci vocali tali da reggere il confronto con un album come "A night at the opera" dei Queen? (per puro caso, i due album furono pubblicati lo stesso anno, il 1975).
Ho citato i Queen proprio perché le somiglianze sono parecchie. Non ha senso dire chi si è ispirato a chi. Resta il fatto the "The original soundtrack" è un album splendido, un disco che ogni amante del buon rock non deve assolutamente perdersi.
Voto personale: Eccellente.

The history of rock is full of mysteries - like any other field of human achievements. To this regard, the Ten CC (or 10CC) are one of the greatest mysteries, in my opinion. In fact, such a rock band would have deserved much more reputation than they did. Not so much in sales figure terms, yet in terms of the critics' opinions. Maybe is/was it a shame to make "perfect" records? Perfect in any sense (music, lyrics, arrangements, production) just like "The original soundtrack"? The unique refinement, magic sound, and vocal harmonies of this album make it bear comparison with such a masterpiece as "A night at the opera" by the Queen (by the way, both records were released in the same year, i.e. 1975).
I mentioned the Queen since the similarities between the two bands are many and various. It's no use trying to guess who drew inspiration from whom. One thing is sure: "The original soundtrack" is an excellent album, which anyone fond of high-quality rock music shouldn't miss.
My personal mark: Excellent.



10 CC (1975):

Erik Stewart
Lawrence "Lol" creme
Kevin Godley
Graham Gouldman


TUTTI I COMPONENTI DELLA BAND SONO POLISTRUMENTISTI E SONO DOTATI DI OTTIME VOCALITA'.

(ALL THE 10CC MEMBERS PLAY SEVERAL INSTRUMENTS AND FEATURE GREAT VOCAL ENDOWMENTS)



TRACK LIST:

1. Une nuit a Paris (Part 1) - The same night in Paris (Part 2) - Later the same night in Paris (Part 3).
2. I'm not in love
3. Blackmail
4. The second sitting for the Last Supper
5. Brand new day
6. Flying junk
7. Life is a minestrone
8. The film of my love
9. Channel swimmer (BONUS TRACK)
10. Good news (BONUS TRACK)



THE ORIGINAL SOUNDTRACK (10 CC) - 110,7 MB

http://depositfiles.com/files/5sxzeyssx

mercoledì 15 febbraio 2012

BUSINESS AS USUAL (MEN AT WORK) - 1981



Dopo tanti album di musica ambient e 'strana', ecco un post decisamente commerciale: “Business as usual”, album d’esordio degli australiani Men at Work (1981).

Successo planetario (oltre 15 milioni di copie vendute in tutto il mondo), l’album (e, soprattutto, il singolo “Who can it be now?”) mi ricordano i bei tempi passati della giovinezza … Forse è questo il motivo per cui ho deciso di postarlo? Beh, ci sono molti altri album, ben più ‘consistenti’, che mi ricordano quei tempi.

Ad ogni modo, beccatevelo, se vi va. Così è, se vi pare …

Voto personale: Sufficiente (per simpatia).


After posting a lot of ‘eclectic’ and ambient music albums, here is today’s post: “Business as usual”, released by Australian band Men at Work in 1981.

A worldwide success (it sold over 15 million copies), this album – and, above all, the most successful single taken from it, i.e. “Who can it be now?” – remind me of good old times, when I was a careless university student in my Twenties. Maybe is this the reason why I decided to post it today? Well, I don’t think so - there are plenty of ‘nicer’ albums that remind me of those glorious days in my life.

In any case, that is it – and don’t ask me why …

My personal mark: Pass (for the sake of niceness).



MEN AT WORK (1981):

Greg Ham: flauto, tastiere, sax, voce (flute, keyboards, saxophone, backing and lead vocals)
Colin Hay: chitarra, voce (guitars, lead vocals)
Johnatan Rees: basso, voce (bass guitar, backing vocals)
Jerry Speiser: batteria, voce (drums, backing vocals)
Ron Strykert: chitarra, voce (guitars, backing vocals)


TRACK LIST:

1. Who can it be now?
2. I can see it in your eyes
3. Down under
4. Underground
5. Helpless automation
6. People just love to play with words
7. Be good, Johnny
8. Touching the untouchables
9. Catch a star
10. Down by the sea



BUSINESS AS USUAL (MEN AT WORK) - 75,8 MB

http://depositfiles.com/files/thjwj5v9p