sabato 31 marzo 2012
CREUZA DE MA (Fabrizio De Andre') - 1984
Raramente ho proposto album di cantautori italiani. Ma nel caso di Fabrizio De Andre' è doveroso fare un'eccezione, per quello che ritengo il migliore dei cantautori di casa nostra.
"Creuza de ma" (scusatemi, amici genovesi, per non aver messo gli accenti giusti sulle parole del vostro interessantissimo e carinissimo - seppur talvolta 'brusco' - dialetto) viene considerato da alcuni critici come il migliore album italiano degli anni Ottanta, seppur cantato interamente in genovese. Ed anche i pareri di musicisti ed esperti stranieri (David Byrne, ad esempio) non si discostano da un tale giudizio d'eccellenza per quello che viene considerato un capolavoro di musica etnica.
Ascoltatelo con attenzione e ditemi se non merita il voto gli chi ho dato.
Voto personale: 9 su 10.
I have rarely posted albums by italian songwriters. Yet, Fabrizio De Andre' stands on his own, due to his being, in my opinion, perhaps the best Italian songwriter ever.
"Creuza de ma" (I apologize to the Genoese-speaking visitors to this blog for not putting the right accents on the Genoese dialect words of the album title) is considered to be the best Italian album of the 1980s, despite it is entirely sung by De Andre' in the Genoese dialect. And also the opinions from foreign reviewers and musicians (e.g. David Byrne) are the same in terms of excellence for this album, which is indeed considered as an ethnic music masterpiece.
If you listen to this album carefully, you will realize why I gave it a very high mark.
My personal mark: 9 out of 10.
TRACK LIST
1. Creuza de ma
2. Jamin-a
3. Sidun
4. Sinàn capudàn pascià
5. A pittima
6. A dumenega
7. Da a me riva
CREUZA DE MA (FABRIZIO DE ANDRE') - 75,7 MB
http://depositfiles.com/files/7juq9jxzj
L'AMORE E ... L'ONORE
Secondo quanto riportato dai telegiornali, il 'sub-umano' coniglio pezzodimmmerda della foto in alto è stato riconosciuto colpevole di aver attirato in trappola con l'inganno - come solo i conigli come lui sanno fare - niente meno che la sua ex-donna (con la quale aveva anche avuto una figlia) e di averla uccisa e sciolta nell'acido ...
Retroscena dell'accaduto:
1) Regione: Calabria (oddio!)
2) Contesto: due famiglie della 'ndrangheta (no comment!)
3) Presunta 'colpa' della vittima: avere tradito l'ex-compagno, non nel senso di avergli messo un bel paio di cornoni, bensì di averlo denunciato alla giustizia.
Quello che mi ha colpito è l'ottusità feroce di certa gente per la quale il concetto di onore riesce ad avere la meglio perfino sul concetto di amore. Ma come cazzo puoi ingannare, uccidere e sciogliere nell'acido una persona che hai amato, una donna con la quale, fra le altre cose, hai avuto una figlia?
Essendo il sottoscritto per metà di origini sicule - ed essendo stato sposato per quasi vent'anni con una donna calabrese - penso di sapere di cosa si parli quando si tira in ballo il concetto di 'onore' - un concetto il più delle volte storpiato. Un esempio: molti anni fa, proprio nel paese natale della mia ex, un arzillo anziano fu travolto, mentre camminava, da un fuoristrada alla cui guida si trovava il figlio di un boss locale. Il fatto avvenne di domenica mattina, in una piazza frequentata. Eppure, tipicamente, nessuno vide niente. Quando feci notare la 'merdaggine' di un tale comportamento della gente locale, uno di loro mi disse: "Tutta ggente d'onore, che si fa i fatti suoi e non parla a sproposito ..." Secondo il mio personale concetto d'onore, quel giovanotto sarebbe dovuto andare dalla polizia e ammettere di aver investito quel vecchietto senza essersene accorto. Non avrebbe fatto nemmeno un giorno di galera, conoscendo come funzionano le cose in Italia, anche perché, da quanto appresi, era sì figlio di un boss ma era incensurato (almeno, a quei tempi ...). Comportandosi così sarebbe davvero stato un uomo d'onore. Ma questo è il mio modo di ragionare ...
D'altro canto, se proprio voglio prendere, seppur minimamente, le parti della mentalità tartaro-mafiosa, devo riconoscere che la delazione è uno dei comportamenti che maggiormente detesto. E mi pare di averne già parlato in occasione di un post qualche tempo fa. NON FRAINTENDETEMI, non intendo scagliarmi contro gli "infami" in generale. Diciamo, piuttosto, che la povera Lea Garofalo (nella foto in alto - la vittima sciolta nell'acido) AVREBBE AL LIMITE POTUTO, conoscendo la 'mentalità' del posto - E SOTTOLINEO, AVREBBE AL LIMITE POTUTO - fare a meno di denunciare il suo ex uomo, limitandosi a dirgli qualcosa tipo: "Senti, non mi rompere più, non ne voglio più sapere della tua e della mia famiglia, io sparirò con nostra figlia ma non farò mai il tuo nome." Ma queste sono parole che può dire uno come me, uno che non sa come si 'vive' in certe regioni italiane - uno che, nonostante metà delle sue origini, non potrebbe mai vivere in certe regioni italiane ... (Degne di nota, a tale riguardo, le parole che molti anni fa mi disse un caro amico del sud Italia che, in visita a Torino - e sapendo della mia 'passione' per il sesso opposto - mi disse: "Tu, al mio paese, non saresti arrivato a compiere 40 anni". Forse aveva ragione, nel senso che corteggiare una donna 'sbagliata' in un posto 'sbagliato' al momento 'sbagliato' può costare la vita in certe parti d'Italia.)
Per concludere, nulla può giustificare l'efferato delitto compiuto da Carlo Cosco (mi pare si chiami così) ai danni della sua ex donna, vittima del suo ex e di un contesto culturale che né la globalizzazione né il nuovo millennio né qualsiasi altra realtà del futuro riusciranno mai a sradicare. Ne sono convintissimo, almeno per i prossimi cent'anni. E, forse, anche più.
A.V.
sabato 24 marzo 2012
THIS WAS (JETHRO TULL) - 1968 (Re-post)
Il primo album dei Jethro Tull è, a mio parere, il più "genuino", spontaneo. "This was" esce nel 1968 ed è caratterizzato da atmosfere blues (dovute alla presenza di Mick Abrahams, primo chitarrista del gruppo) e, in misura minore, jazz (tipico, al riguardo, il brano "Serenade to a cuckoo", riadattamento dell'omonimo brano di Roland Kirk). Proprio quest'ultimo è uno dei miei pezzi preferiti, insieme al pezzo di apertura "My Sunday feeling", "Beggar's farm" e "Dharma for one".
Voto personale (DA OGGI INTRODUCO LA NUOVA VOTAZIONE DA 1 A 10): 8½.
The first album by Jethro Tull is, in my opinion, the most genuine, spontaneous one released by the band. "This was" was launched in 1968 and is characterized by a "bluesy" feel (due to the presence of Mick Abrahams, former guitarist of the band) and, though to a lesser degree, jazz atmospheres (e.g. "Serenade to a cuckoo", a re-adaptation of Roland Kirk's famous jazz hit).
The latter is one of my favourite songs of the album, together with opening title "My Sunday feeling", "Beggar's farm" and "Dharma for one".
My personal mark (I WILL USE, AS OF TODAY’S DATE, A NEW RANKING METHOD, I.E. GIVING MARKS 1 to 10): 8½.
JETHRO TULL (1968):
Ian Anderson - flauto, armonica, voce, pianoforte (flute, harmonica, vocals, piano)
Mick Abrahams - chitarre, voce (guitars, vocals)
Clive Bunker - batteria e percussioni (drums and percussions)
Glenn Cornick - basso (bass)
TRACK LIST:
1. My Sunday feeling
2. Some day the sun won't shine for you
3. Beggar's farm
4. Move on alone
5. Serenade to a cuckoo
6. Dharma for one
7. It's breaking me up
8. Cat's squirrel
9. A song for Jeffrey
10. Round
THIS WAS (JETHRO TULL) - 34,5 MB
http://depositfiles.com/files/3wzrsjmov
lunedì 19 marzo 2012
GENTE DISTRATTA (TONY ESPOSITO) - 1977
In attività dal 1972, Toni Esposito è uno dei più interessanti musicisti italiani, degno rappresentante del sound napoletano ispirato al rock-jazz, all’afro-beat e alla musica etnica, intesa come ricerca di sonorità e strumentazioni che affondano le loro radici in luoghi lontani.
“Gente distratta”, pubblicato, nel 1977, è il terzo album dell’artista e vede la partecipazione di musicisti di rilievo dell’area partenopea (e non solo) quali Gigi De Rienzo, Robert Fix, Ernesto Vitolo e Karl Potter.
Da ricordare, seppur a diverso titolo, il celeberrimo singolo “Kalimba de luna” (1984), grazie al quale Esposito vendette in tutto il mondo qualcosa come 5 milioni di copie.
Voto personale: Distinto/Ottimo.
Active since 1972, Toni Esposito is one of Italy’s most interesting musicians – a leading icon of the so-called “Neapolitan sound” drawing inspiration on rock-jazz, Afro-beat and ethnic music, the latter being meant as a search for sound and instruments belonging to far-away places and traditions.
Released in 1977, “Gente distratta” is Tony Esposito’s third solo album and was recorded in collaboration with a number of leading Neapolitan musicians such as Gigi De Rienzo, Robert Fix, Ernesto Vitolo and Karl Potter.
Among other things, Toni Esposito rose to international fame in 1984 when he released “Kalimba de luna” (1984), a single that sold about 5 million copies worldwide.
My personal mark: Fairly/Very good.
TRACK LIST:
1. Gente distratta
2. Session man
3. Xantur
4. Solchiaro
5. Pastelli
6. Kosen rufen
GENTE DISTRATTA (TONY ESPOSITO) - 59,0 MB
http://depositfiles.com/files/2fzgihpqm
SATIRA ITALIANA DI FINE ANNI SETTANTA (ITALIAN SATIRIC PICTURES OF THE 1970s)
Queste immagini di satira politica benevola sono tratte da Popster, rivista musicale italiana di fine anni Settanta (per informazioni: http://stampamusicale.altervista.org/Popster/Popster.htm ).
The above satirical pictures are taken from Popster, an Italian pop music magazine published in the late 1970s (cf. http://stampamusicale.altervista.org/Popster/Popster.htm ).
domenica 18 marzo 2012
ENVIRONMENTS 2 (THE FUTURE SOUND OF LONDON) - 2008
Dopo aver postato, lo scorso 28 febbraio, “Environments 1”, l’album di musica ‘ambient’ dei The Future Sound of London, ecco oggi il seguito “Environments 2” – anche in questo caso, ovviamente, musica d’ambiente 'doc', caratterizzata tuttavia da suoni più ‘usuali’ (es. sezioni d’archi e cori, ovviamente digitali) rispetto alle atmosfere più astratte e ai suoni campionati del primo disco.
Ancora una volta, il duo Garry Cobain e Brian Dougans si è dimostrato all’altezza della miglior musica d’ambiente. Inoltre, “Environments 2” esplora altri generi in qualche modo collegati con la ambient music (es. l’elettronica, il ‘synth-pop’), risultando quindi un disco piacevole anche per i più giovani.
Voto personale: Ottimo.
After posting “Environments 1” (the first release of The Future Sound of London’s trilogy entitled “Environments”) on February 28th, here is to you “Environments 2”, the segue to the first album in the series – an equally ambient disc, yet which features synthetized strings and choir sounds, in contrast to the more abstract, sample-based nature of the first album.
Once again, duo Garry Cobain e Brian Dougans proved to be among the best ambient music composers and performers. Moreover, “Environments 2” explores other music genres somewhat related to ambient (e.g. electronic music, synth-pop), which makes this album appealing to the younger generations, too.
My personal mark: Very good.
TRACK LIST:
1. Viewed from above
2. Glacier (Part 1)
3. Serengeti
4. Colour-blind
5. A corner
6. Newfoundland
7. North Arctic
8. Factories and assembly
9. Ice formed
10. Small town
11. Nearly home
12. Boca manu
13. Journey to the centre
14. Glacier (Part 2)
ENVIRONMENTS 2 (THE FUTURE SOUND OF LONDON) - 121,3 MB
http://depositfiles.com/files/rcjvr4yed
venerdì 16 marzo 2012
I MARO' ITALIANI IN INDIA, IL MASSACRO DI CIVILI IN AFGHANISTAN, GLI 'EROI' DI GUERRA, ECC. ECC.
Non ho mai apprezzato i militari, i cosiddetti 'soldati'. Pur avendo assolto agli obblighi di leva - ai miei tempi, era obbligatorio - e pur considerando quel periodo una 'fase' essenziale della mia vita, ho sempre guardato con diffidenza - e, il più delle volte, con disprezzo - tutto ciò che sa di mimetiche, gerarchie, mostrine, fucili, carri armati e quant'altro. Ciò non significa che io sia contrario all'uso delle armi: le armi si devono usare, MA SOLO ED ESCLUSIVAMENTE A SCOPO DI DIFESA. Difesa personale, intendo, non difesa di interessi economici (e di vario genere) altrui ...
Ricordo sempre una frase - o meglio, un concetto - che il mio compianto papà era solito ripetere: "Chi sceglie la carriera militare è un frustrato e un fallito." So benissimo a cosa penseranno molti di coloro che stanno leggendo queste righe: sia Anonimo Veneziano che il suo compianto babbo erano due 'comunisti' (per dirla alla Berlusconi ...). Spiacente deludervi, ma mio papà era un fascistone convinto, di quelli di una volta. Quanto al sottoscritto, non so nemmeno più come definirmi a livello ideologico-politico: non opto per nessuno, riconosco al limite i lati positivi (pochi, in genere) e quelli negativi (prevalenti, nella maggior parte dei casi) di tutte le ideologie e fedi politiche, anche 'trapassate', dal comunismo al fascismo, dal democristianismo al leghismo, dai verdi agli arancioni. In poche parole, se sono d'accordo con un concetto o un'idea, non sto a guardare da che parte provenga.
E piantiamola di forzare ad ogni costo un pensiero, un'opinione, all'interno di una 'classe' politica: torniamo, piuttosto, all'oggetto della discussione. Pochi giorni fa, un soldato yankee 'impazzito' ha sterminato allegramente una quindicina di poveri afghani. Qualche settimana fa, due soldati italiani, tutt'altro che 'impazziti', hanno fatto fuoco su due marinai, credendoli pirati. ALMENO, QUESTE SONO LE VERSIONI 'UFFICIALI', DI CUI DIFFIDO NELLA MAGGIOR PARTE DEI CASI. Oppure, altro caso di cronaca di qualche settimana fa, la studentessa stuprata orribilmente nei pressi de L'Aquila da quello che è risultato essere un militare. Oppure, esempio 'top' alla ribalta della cronaca, il 'famoso' Parolisi, il sergente cazzuto che si trombava le soldatesse (che poi, scopare una donna che decide di fare il soldato, è detto tutto ...) e che, a quanto pare, non avrebbe trovato di meglio da fare che sbarazzarsi di una mogliettina che, parlandola da viva, poveretta, era un vero e proprio 'gioiellino'.
Come dicevo all'inizio, mostro diffidenza e, il più delle volte, disprezzo per i militari. Ho avuto modo di conoscerne alcuni, appartenenti anche a reparti operativi, e l'idea che mi sono fatta di loro è stata sempre la stessa: esaltati, con la mania delle armi, desiderosi di essere coinvolti in interventi sul campo, in 'scenari di guerra'. Non ricordo se sia stato Freud o qualcun'altro a sostenere che la crudeltà delle SS (esempio funesto che, storicamente, meglio descrive più di altri quali livelli possano raggiungere i famigerati concetti di 'obbedienza agli ordini superiori' e di 'onore militare') - e, più in generale, i comportamenti aggressivi dei militari (possiamo definirli così???) - sono dovuti alla repressione, portata all'estremo, della sessualità ... Lo sappiamo, Freud riconduceva tutto al sesso, teorie ormai superate obietterà qualcuno. Ma quello che posso garantirvi è il fatto che, parlando della mia esperienza di leva obbligatoria, la cosa che maggiormente mi angustiava era dover vivere 24 ore su 24 in mezzo a uomini. Non era affatto la disciplina ferrea, né le guardie, né le comandate cucina, né il dover ripetere "Signorsì" come un coglione ogni volta che mi trovavo dinanzi ad un superiore, a rendermi insofferente: tutte queste cose le ho metabolizzate in fretta e facilmente. Ma il fatto di non poter vedere una figa - intesa perlomeno come figura femminile - mi rendeva particolarmente nervoso. E aggressivo, talvolta violento.
Ma io non sono mai stato un tipo violento. Ed ecco, allora, che se prendi un tipo 'testa calda', lo arruoli (che ne so, nel Battaglione San Marco o nei para' di Pisa), lo sottoponi ad un addestramento tipo "Full metal jacket" e, soprattutto, gli fai credere che deve difendere a tutti i costi la nostra sgangheratissima Patria (con la 'P' maiuscola, ovviamente), che noi italiani siamo 'er mejo al mondo', che gli arabi (e, in generale, tutti quelli con la pelle più scura della nostra) sono i cattivi da punire, e via di questo passo, non dobbiamo stupirci se capitano certe cose. E se poi mandi questi ragazzotti in missioni all'estero, retribuendoli 3.000-4.000 euri al mese e anche più, facendogli insomma credere di essere quasi dei padreterni piuttosto che semplici mercenari (non è un'offesa: leggetevi bene il significato del termine in un dizionario d'italiano come si deve), certi fatti drammatici trovano una loro 'giustificazione'.
Per gli yankee americani, poi, va fatto un discorso a parte. Gli americani vivono di armi: per loro, un arma è come un piatto di pasta per noi italici. Basta dire che le loro elezioni presidenziali possono essere influenzate dalla lobby dei costruttori d'armi, ed è detto tutto ... Oddio, anche in questo caso devo distinguere: non userei mai un fucile per andare a sparare contro gli arabi cattivi che, con il loro terrorismo, minacciano i nostri costumi (pardon, gli interessi economici dell'Occidente). Ma se beccassi il solito straniero (o italiano) di turno che cerca di violentare la mia figlioletta tredicenne, bellissima (almeno, così dice la gente), in quel caso vorrei certamente avere un'arma e non potrei esimermi dallo scaricare l'intero caricatore nel cranio del delinquente - anche perché quest'ultimo, con la legge che c'è in Italia, si farebbe al massimo uno o due anni di carcere, ammesso che li facesse, e magari poi tornerebbe per vendicarsi ...
Non posso esprimermi su ciò che sta accadendo ai due maro' in India, soprattutto perché non ho elementi affidabili in base ai quali giudicare. Ricordo solo la sensazione che provai quando, durante il servizio di leva, fui costretto a imbracciare un fucile Garand o una mitraglietta FAL: timore, esitazione, disagio. Stati d'animo ben diversi da quelli che provano molti militari che, imbracciando le armi, si eccitano come se stessero stringendo il corpo di una donna. Come sono solito ripetere, quando si parla di fatti di cronaca aventi protagonisti persone dal grilletto facile: "Ma sparatevi una sega, piuttosto che sparare sulla gente. Non fate male a nessuno, rispettate l'ambiente ed è anche più salutare."
A.V.
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