venerdì 16 marzo 2012
I MARO' ITALIANI IN INDIA, IL MASSACRO DI CIVILI IN AFGHANISTAN, GLI 'EROI' DI GUERRA, ECC. ECC.
Non ho mai apprezzato i militari, i cosiddetti 'soldati'. Pur avendo assolto agli obblighi di leva - ai miei tempi, era obbligatorio - e pur considerando quel periodo una 'fase' essenziale della mia vita, ho sempre guardato con diffidenza - e, il più delle volte, con disprezzo - tutto ciò che sa di mimetiche, gerarchie, mostrine, fucili, carri armati e quant'altro. Ciò non significa che io sia contrario all'uso delle armi: le armi si devono usare, MA SOLO ED ESCLUSIVAMENTE A SCOPO DI DIFESA. Difesa personale, intendo, non difesa di interessi economici (e di vario genere) altrui ...
Ricordo sempre una frase - o meglio, un concetto - che il mio compianto papà era solito ripetere: "Chi sceglie la carriera militare è un frustrato e un fallito." So benissimo a cosa penseranno molti di coloro che stanno leggendo queste righe: sia Anonimo Veneziano che il suo compianto babbo erano due 'comunisti' (per dirla alla Berlusconi ...). Spiacente deludervi, ma mio papà era un fascistone convinto, di quelli di una volta. Quanto al sottoscritto, non so nemmeno più come definirmi a livello ideologico-politico: non opto per nessuno, riconosco al limite i lati positivi (pochi, in genere) e quelli negativi (prevalenti, nella maggior parte dei casi) di tutte le ideologie e fedi politiche, anche 'trapassate', dal comunismo al fascismo, dal democristianismo al leghismo, dai verdi agli arancioni. In poche parole, se sono d'accordo con un concetto o un'idea, non sto a guardare da che parte provenga.
E piantiamola di forzare ad ogni costo un pensiero, un'opinione, all'interno di una 'classe' politica: torniamo, piuttosto, all'oggetto della discussione. Pochi giorni fa, un soldato yankee 'impazzito' ha sterminato allegramente una quindicina di poveri afghani. Qualche settimana fa, due soldati italiani, tutt'altro che 'impazziti', hanno fatto fuoco su due marinai, credendoli pirati. ALMENO, QUESTE SONO LE VERSIONI 'UFFICIALI', DI CUI DIFFIDO NELLA MAGGIOR PARTE DEI CASI. Oppure, altro caso di cronaca di qualche settimana fa, la studentessa stuprata orribilmente nei pressi de L'Aquila da quello che è risultato essere un militare. Oppure, esempio 'top' alla ribalta della cronaca, il 'famoso' Parolisi, il sergente cazzuto che si trombava le soldatesse (che poi, scopare una donna che decide di fare il soldato, è detto tutto ...) e che, a quanto pare, non avrebbe trovato di meglio da fare che sbarazzarsi di una mogliettina che, parlandola da viva, poveretta, era un vero e proprio 'gioiellino'.
Come dicevo all'inizio, mostro diffidenza e, il più delle volte, disprezzo per i militari. Ho avuto modo di conoscerne alcuni, appartenenti anche a reparti operativi, e l'idea che mi sono fatta di loro è stata sempre la stessa: esaltati, con la mania delle armi, desiderosi di essere coinvolti in interventi sul campo, in 'scenari di guerra'. Non ricordo se sia stato Freud o qualcun'altro a sostenere che la crudeltà delle SS (esempio funesto che, storicamente, meglio descrive più di altri quali livelli possano raggiungere i famigerati concetti di 'obbedienza agli ordini superiori' e di 'onore militare') - e, più in generale, i comportamenti aggressivi dei militari (possiamo definirli così???) - sono dovuti alla repressione, portata all'estremo, della sessualità ... Lo sappiamo, Freud riconduceva tutto al sesso, teorie ormai superate obietterà qualcuno. Ma quello che posso garantirvi è il fatto che, parlando della mia esperienza di leva obbligatoria, la cosa che maggiormente mi angustiava era dover vivere 24 ore su 24 in mezzo a uomini. Non era affatto la disciplina ferrea, né le guardie, né le comandate cucina, né il dover ripetere "Signorsì" come un coglione ogni volta che mi trovavo dinanzi ad un superiore, a rendermi insofferente: tutte queste cose le ho metabolizzate in fretta e facilmente. Ma il fatto di non poter vedere una figa - intesa perlomeno come figura femminile - mi rendeva particolarmente nervoso. E aggressivo, talvolta violento.
Ma io non sono mai stato un tipo violento. Ed ecco, allora, che se prendi un tipo 'testa calda', lo arruoli (che ne so, nel Battaglione San Marco o nei para' di Pisa), lo sottoponi ad un addestramento tipo "Full metal jacket" e, soprattutto, gli fai credere che deve difendere a tutti i costi la nostra sgangheratissima Patria (con la 'P' maiuscola, ovviamente), che noi italiani siamo 'er mejo al mondo', che gli arabi (e, in generale, tutti quelli con la pelle più scura della nostra) sono i cattivi da punire, e via di questo passo, non dobbiamo stupirci se capitano certe cose. E se poi mandi questi ragazzotti in missioni all'estero, retribuendoli 3.000-4.000 euri al mese e anche più, facendogli insomma credere di essere quasi dei padreterni piuttosto che semplici mercenari (non è un'offesa: leggetevi bene il significato del termine in un dizionario d'italiano come si deve), certi fatti drammatici trovano una loro 'giustificazione'.
Per gli yankee americani, poi, va fatto un discorso a parte. Gli americani vivono di armi: per loro, un arma è come un piatto di pasta per noi italici. Basta dire che le loro elezioni presidenziali possono essere influenzate dalla lobby dei costruttori d'armi, ed è detto tutto ... Oddio, anche in questo caso devo distinguere: non userei mai un fucile per andare a sparare contro gli arabi cattivi che, con il loro terrorismo, minacciano i nostri costumi (pardon, gli interessi economici dell'Occidente). Ma se beccassi il solito straniero (o italiano) di turno che cerca di violentare la mia figlioletta tredicenne, bellissima (almeno, così dice la gente), in quel caso vorrei certamente avere un'arma e non potrei esimermi dallo scaricare l'intero caricatore nel cranio del delinquente - anche perché quest'ultimo, con la legge che c'è in Italia, si farebbe al massimo uno o due anni di carcere, ammesso che li facesse, e magari poi tornerebbe per vendicarsi ...
Non posso esprimermi su ciò che sta accadendo ai due maro' in India, soprattutto perché non ho elementi affidabili in base ai quali giudicare. Ricordo solo la sensazione che provai quando, durante il servizio di leva, fui costretto a imbracciare un fucile Garand o una mitraglietta FAL: timore, esitazione, disagio. Stati d'animo ben diversi da quelli che provano molti militari che, imbracciando le armi, si eccitano come se stessero stringendo il corpo di una donna. Come sono solito ripetere, quando si parla di fatti di cronaca aventi protagonisti persone dal grilletto facile: "Ma sparatevi una sega, piuttosto che sparare sulla gente. Non fate male a nessuno, rispettate l'ambiente ed è anche più salutare."
A.V.
giovedì 1 marzo 2012
CALMA APPARENTE IN VAL SUSA
Dopo lo sgombero 'forzato' dei manifestanti la scorsa notte, la calma è ritornata nella Valle di Susa, almeno all'apparenza. Sia l'autostrada A32 sia le due statali SS24 e SS25 sono percorribili. Ma il movimento NO TAV sta organizzando altre forme di protesta, dopo i tumultuosi eventi degli scorsi giorni.
Purtroppo ho l'impressione che i media intendano sempre più far passare i valsusini come un popolo di violenti o terroristi. Conoscendo molto bene quelle zone, so benissimo che buona parte dei valligiani sono gente dalla 'testa dura', altro che infiltrati e provocazioni. Testimonianza di ciò è la presenza, nei momenti più caldi delle manifestazioni, di uomini e donne, di ogni età, che a tutto possono assomigliare meno che agli 'antagonisti'.
Certo, il giovane che ieri ha sbeffeggiato il karabigniere era uno dei più 'caldi'. Anche se ritengo che, personalmente, il fatto sia stato come al solito accentuato dai media. Il giovane ha indubbiamente provocato il carruba, chiamandolo "pecorella", domandandogli se porta il casco anche quando esce con la sua ragazza, chiedendogli di identificarsi e, soprattutto, chiedendogli cosa ci stesse a fare il quel posto con lo stipendio di merda che guadagna (il karabigniere, non il dimostrante). Dopo tutto, il manifestante non ha usato alcun termine pesante, nessun insulto, nessuna parolaccia.
Certo è che il caramba è stato forte a resistere: personalmente, se mi trovassi davanti ad uno che mi provoca in quel modo, non potrei esimermi da rullarlo di cartoni in testa come si deve. Ma io sono Anonimo Veneziano, posso anche farlo: quel caramba è un rappresentante dello stato e, in quanto tale, doveva resistere alle provocazioni e ci è riuscito (e di ciò gli va riconosciuto il merito).
Quello che i media leccaculo e striscianti come bisce non hanno mai riferito sono le umiliazioni che molte persone subiscono quando vengono portate in questura o in caserma. Altro che "pecorella" ...
Oggi, alle ore diciotto, i NO TAV si danno raduno a Bussoleno per decidere il da farsi per le prossime ore ed i prossimi giorni. Ho l'impressione che le acque siano ancora agitatissime. Insomma, che la calma di cui hanno parlato i telegiornali a mezzogiorno sia del tutto apparente.
A.V.
lunedì 13 febbraio 2012
SOLIDARIETA' AGLI AMICI ELLENICI (SUPPORTING GREEK PEOPLE)
Il mio appoggio totale e incondizionato agli amici della Grecia ...
Una delle soluzioni ('dettate' dalla stramaledetta fottuta UE del cazzo) per salvare il paese: riduzione del 20% delle pensioni minime. Bravi, merdacce, davvero bravi!
E con questo, ho detto tutto.
Imitiamoli, gli amici ellenici! Forse, non abbiamo in comune con loro la civiltà del passato?
Quella di oggi non è più civiltà|
My unconditioned, full support to Greek people friends ...
One of the solutions ('imposed' by the fucking, damned European Union) to rescue Greece: cutting basic pensions down by 20%. Shame on you, you fucking UE leaders!
That's all - no more words needed.
We all ought to run riot wildly, just like Greek people! Didn't we Italian share the same glorious civilizations of the past?
But today's world can no longer be called 'civilized'.
giovedì 26 gennaio 2012
MANIFESTAZIONE 'NO TAV' SABATO A TORINO, DOPO GLI ARRESTI DI OGGI
RETATA CONTRO I NO TAV: 25 ARRESTI. IN MANETTE ANCHE DUE EX TERRORISTI.
Operazione della Polizia in tutta Italia contro esponenti dei centri sociali, dell’area anarchica e dell’autonomia che hanno partecipato a manifestazioni NO TAV in Val di Susa la scorsa estate. Il risultato del blitz è di venticinque ordini di custodia cautelare in carcere (che scendono a ventiquattro nel pomeriggio, dopo il rilascio di una donna incinta), uno agli arresti domiciliari, quindici provvedimenti di obbligo di dimora e un divieto di entrare nella provincia di Torino. I provvedimenti seguono l’inchiesta della Digos e della procura di Torino sui violentissimi scontri che si scatenarono in Val Susa il 27 giugno e il 3 luglio dello scorso anno. Scontri che costarono 211 feriti tra poliziotti e carabinieri e un numero imprecisato di feriti fra i dimostranti.
A Palazzo di Giustizia, oggi sottolineano che le ordinanze di custodia sono “un’operazione chirurgica contro gli autori delle violenze”. Per questo, dopo la resistenza a pubblico ufficiale, le lesioni e il danneggiamento in concorso, non sono stati contestati reati associativi. Nella rete sono finiti esponenti dei Centri sociali come Giorgio Rossetto del torinese Askatasuna o Niccolò Garufi del milanese Zam Racaille, nomi storici dell’anarchismo italiano, l’ex brigatista Maurizio Ferrari, studenti universitari, attivisti di partito e di sindacato, persino tre minorenni (denunciati). Abitano a Torino, Milano, Bergamo, Belluno, Foggia, Sassuolo, Genova, Roma, Parma, Macerata, Cremona, Cosenza, in Francia, ma tutti erano saliti in Valle di Susa per unirsi alle dimostrazioni dei NO TAV e tutti, come risulta agli esperti della Digos dopo l’analisi di fotografie e filmati, invece di limitarsi a cantare slogan hanno preso parte a quella che il gip Federico Bompieri ha definito senza mezzi termini “una guerriglia”.
Il procuratore Gian Carlo Caselli precisa che non è un’inchiesta contro il movimento NO TAV né contro la libertà di manifestare e nemmeno contro la Valle di Susa (solo due sono i valligiani arrestati), ma «un’operazione di cesello» diretta a perseguire singoli episodi di resistenza e lesioni. È un’inchiesta - dice il gip - che riguarda «movimenti dell’area anarchica e antagonista» ed è, comunque, contro soggetti che sono «da tempo impegnati in azioni di protesta contro le istituzioni», e quindi non solo contro il Tav. «In Valle - osserva Caselli - si creò un punto di coagulo di forze diverse». Due sono le giornate prese in esame. Il 27 giugno la polizia sgombera il presidio, esteso per decine di km quadrati, che i NO TAV mantengono da mesi alla Maddalena di Chiomonte dove è previsto il primo cantiere del treno ad alta velocità. Ci vogliono ruspe e benne per sventrare le barricate erette dai dimostranti, i quali, a migliaia, tentano anche di impedire alle forze dell’ordine di risalire le strade lanciando sassi.
Guido Fissore, 67 anni, consigliere comunale a Villar Focchiardo, viene riconosciuto come l’uomo claudicante dai capelli bianchi che, il 27 giugno 2011, tempestò gli agenti con una stampella mandandone quattro in ospedale: arrestato questa mattina, sul Web diventa subito un eroe, “l’Enrico Toti” della Valsusa. Il 3 luglio si replica. Questa volta sono i NO TAV a stringere d’assedio la Maddalena, che nel frattempo è stata recintata dalle forze dell’ordine. I cortei raccolgono decine di migliaia di simpatizzanti NO TAV e 400 di loro decidono di “riprendersi il cantiere”, con un assalto in piena regola che il gip descrive come “una guerriglia” condotta “in un ambiente impervio e ostile”. Gli agenti vengono bersagliati da massi, bombe carta, molotov, fumogeni, bottiglie di ammoniaca; gli aggressori si danno il cambio nascondendosi nei boschi, un carabiniere rischia grosso quando, durante una carica, viene isolato dal reparto, picchiato e sequestrato. Ma l’offensiva è respinta. E al cantiere si comincia a lavorare. Subito dopo scattano le indagini sfociate negli arresti di stamattina.
Questo grosso modo quanto riportato dai media. Veniamo alla realtà, ovvero la linea ad alta velocità Torino-Lione. Un progetto, come ribadito più volte, FARAONICAMENTE INUTILE, CHE NON SERVIRA’ A NIENTE, DAL MOMENTO CHE TECNICI ED ESPERTI DI VARIO GENERE PREVEDONO UN CALO SEMPRE PIU’ COSPICUO DEL TRASPORTO SU ROTAIA, SOPRATTUTTO SE SI CONSIDERA CHE CI VORRANNO QUINDICI ANNI PER PORTARE A TERMINE L’OPERA.
LA VALLE DI SUSA E’ ATTRAVERSATA DA DUE STATALI, UN’AUTOSTRADA ED UNA LINEA FERROVIARIA (LA TORINO-MODANE, SULLA QUALE TRANSITANO GIA’ I TGV CHE COLLEGANO TORINO CON PARIGI) CHE RISULTA UTILIZZATA SOLO AL 40% DELLA PROPRIA CAPACITA’. CHE MOTIVO C’E’, DUNQUE, PER REALIZZARE UN’OPERA COME L’ALTA VELOCITA’ TORINO-LIONE?
IL MOTIVO C’E’, ECCOME: PERMETTERE AI ‘SOLITI NOTI’ DI SPECULARE E GUADAGNARE ALLA SOLITA MANIERA, OVVERO, MEDIANTE APPALTI ASSEGNATI “A CHI LO SAPPIAMO BENISSIMO” – CON TANTO DI TORNACONTO PERSONALE PER POLITICI A VARI LIVELLI (NAZIONALE, REGIONALE E LOCALE). HO SENTITO SPARARE CAZZATE DEL TIPO: “LA TORINO-LIONE PORTERA’ LAVORO E RICCHEZZA NELLA VALLE”. PER QUANTO MI RISULTA, NESSUNO DEI VALLIGIANI – PARLO DELL’ALTA VALLE DI SUSA, DA CHIOMONTE IN SU – E’ STATO FINORA ASSUNTO DALLE DITTE INCARICATE DI EFFETTUARE I PRIMISSIMI LAVORI PRELIMINARI PREVISTI DAL PROGETTO. COME AL SOLITO, I LAVORI SONO STATI, OVVERO, SARANNO ASSEGNATI A DITTE DEGLI AMICI DI AMICI DEGLI AMICI DI …
E SABATO PROSSIMO E’ PREVISTA QUI A TORINO LA MANIFESTAZIONE DI PROTESTA DEL MOVIMENTO NO TAV. I CONIGLI LECCACULO DI POTERE, OVVERO I RESPONSABILI PREPOSTI ALL’ORDINE PUBBLICO, SI STANNO GIA’ CAGANDO SOTTO, TEMENDO INCIDENTI AD IMITAZIONE DI QUANTO GIA’ ACCADUTO LA SCORSA ESTATE. CON LA DIFFERENZA CHE SABATO I MANIFESTANTI SARANNO A TORINO, NON IN MONTAGNA. BEH, PER CHI VUOLE FARE CASINO, MUOVERSI IN MONTAGNA TENDENDO IMBOSCATE, OVVERO ATTUANDO TECNICHE DI GUERRIGLIA E’ MOLTO PIU’ FACILE CHE AGIRE IN UN CONTESTO URBANO (NE SAPEVANO QUALCOSA I PARTIGIANI DELLE VALLATE ALPINE DURANTE LA SECONDA GUERRA MONDIALE, O I GUERRIGLIERI AFGHANI CHE, SUI MONTI DEL LORO PAESE, SONO RIUSCITI A TENERE A BADA GLI ODIATISSIMI INVASORI RUSSI.
LA VIOLENZA SERVE A NULLA. O MEGLIO, SERVE A POCO. DEL RESTO, E’ DETESTABILE VEDERE LE FRANGE PIU’ ESTREME ACCANIRSI CONTRO UN’AUTOVETTURA O UN NEGOZIO. OPPURE, CONTRO UN AGENTE DI PUBBLICA SICUREZZA CHE, DOPO TUTTO, E’ UN COMUNE ‘POVERACCIO’ CHE FA UN MESTIERE INGRATO PER MILLEQUATTROCENTO EURO AL MESE. DUNQUE, LA VIOLENZA CONTRO OBIETTIVI DEL GENERE SERVE A POCO. FORSE, SE RIVOLTA VERSO OBIETTIVI PIU’ ‘SENSIBILI’, POTREBBE ALMENO SERVIRE DA MONITO VERSO CHI NON SI RENDE CONTO CHE UNA CORDA LA SI PUO’ TIRARE, TIRARE E TIRARE ANCORA … FINO A QUANDO SI SPEZZA. ED ALLORA, SÌ CHE SONO CAZZI ACIDI!
giovedì 19 gennaio 2012
SICILIA UPRISING
SICILIA IN RIVOLTA!
MOVIMENTO DEI FORCONI, sì questo nome mi piace proprio.
Finalmente, qualcuno in Italia inizia a rompersi le palle. Di chi continua a triturarci i testicoli con lo spread, lo sprid e lo sprud, con i BTP e il rating, e tutte quelle cazzate.
MA NON SI RENDONO CONTO CHE LA GENTE E’ SEMPRE PIU’ MESSA ALLE STRETTE?
E, così, pare proprio che dalla Sicilia parta una forma di protesta più efficace delle solite manifestazioni e cortei di piazza. E lo dico con una forma di malcelato orgoglio, viste le mie origini da parte paterna.
O, perlomeno, tale mio entusiasmo è ‘di primo getto’, immediato, nel senso che occorrerebbe analizzare meglio la situazione, quello che sta davvero dietro alla protesta sicula. I telegiornali hanno parlato di infiltrazioni mafiose. Oppure, a Palermo, al fianco dei camionisti ci sarebbero gli anarchici del centro sociale Anomalia, mentre a Catania c'è chi giura di aver visto tra gli agricoltori anche militanti di Forza Nuova.
La benzina è ormai esaurita ed i supermercati si stanno svuotando. L’isola è arrivata al quarto giorni di protesta, UNA PROTESTA CHE POTREBBE ESTENDERSI – ED E’ QUELLO CHE MI AUGURO – A TUTTO IL PAESE. L’importante è una sola cosa: che si tratti davvero di una protesta ‘spontanea’, che non ci sia, ad esempio, l’onorata società di mezzo. Mentre curo il blog, sto seguendo ‘Servizio Pubblico’, dove si sta per l’appunto parlando della protesta siciliana. Un intervistato ha fatto giustamente notare che l’accusa di coinvolgimento della mafia potrebbe anche essere un tentativo, da parte dei ‘soliti potenti, di smerdare l’importanza del ‘movimento’ venuto alla ribalta in questi giorni.
Il ‘movimento dei forconi’, giustamente. Perché, come dice un intervistato, "il forcone è un attrezzo al contempo leggero e forte, che veniva usato in passato per lavorare e per protestare contro i padroni. Insomma, è un simbolo. I nostri forconi rappresentano il diritto alla libertà nel mondo del lavoro.”
Si allargherà la protesta? Beh, difficile crederlo. Vorrei davvero sperare che accada, ma mi rendo conto che è pura demagogia.
Però, non si può mai dire. Chissà …
domenica 8 gennaio 2012
GLI ITALIANI ED IL FISCO: CHIARIMENTO - PER CERTE TESTACCE DI CAZZO CHE NON VOGLIONO CAPIRE ...
Tale è il contenuto di una mail che ho ricevuto due giorni fa, probabilmente a seguito di alcuni miei post delle ultime settimane nei quali mi accanivo in particolar modo con enti preposti alla riscossione dei tributi.
IL PRESENTE POST HA, PERTANTO, LO SCOPO DI CHIARIRE ALCUNI MIEI CONCETTI SOTTINTESI CHE, A TALUNE TESTACCE DI CAZZO OTTUSE, SONO SICURAMENTE SFUGGITI.
NON SI TRATTA AFFATTO DI UNA 'MARCIA INDIETRO': SEMPLICEMENTE, DESIDERO CHIARIRE ALCUNI CONCETTI, il primo dei quali, da cui ha origine il mio scazzo, può essere riassunto nel modo seguente:
LE AUTORITA' TRIBUTARIE - OVVERO, LE AUTORITA' STATALI - AGISCONO DA DEBOLI CON I PREPOTENTI E DA PREPOTENTI CON I DEBOLI.
Secondo concetto: PAGARE LE TASSE E' SACROSANTO, MA E' ALTRETTANTO SACROSANTO STABILIRE CRITERI DI EQUITA'.
Ha fatto scalpore l'irruzione degli agenti della finanza a Cortina d'Ampezzo, la vigilia (o antevigilia che fosse) di Capodanno. In mezzo alla folla di benestanti in vacanza - dagli imprenditori onesti (la minoranza) a quelli disonesti (la maggior parte), dai personaggi dello spettacolo ai mafiosucci in gita, dagli 'affaristi' e palazzinari ai vecchi aristocratici più o meno decaduti, dalle bagascione ultraimpellicciate e 'tirate' (con tanto di relativi cornuti al seguito) alle giovani 'velinucce' neo-arrivate a braccetto di sportivi e giovani prestanti di varia provenienza - si sono mossi con fare deciso gli ispettori del fisco, mettendo alla luce situazioni che sono, del resto, a conoscenza di tutti.
Ovviamente, HO GODUTO COME UN RICCIO NELL'APPRENDERE LA NOTIZIA. Gente che dichiara 20.000 euri netti di guadagno annuo (più o meno come me) e che gira in Porsche (a differenza del sottoscritto, che l'auto - una schifosissima Panda - non ce l'ha nemmeno più) desta senz'altro qualche piccolo 'dubbio' ... Così come lo destano imprenditori le cui società sono in passivo e che, nonostante ciò, possono permettersi di soggiornare il modesti alberghi pagando anche 400.000 euri a notte ...
L'attuale Presidente del Consiglio, On. Mario 'Rigor' Monti(s) ha dichiarato guerra agli evasori, gli evasori VERI, ed è giusto che sia così. L'iniziativa di Cortina è da apprezzare, anche se, purtroppo, pare essere la solita cortina di 'fumo negli occhi' con la quale tenere buono il cazzisuistissimo popolo italico. Infatti, il governo Monti ha varato leggi che con l'evasione fiscale in grande stile hanno ben poco da spartire (vedi tracciabilità di operazioni di prelievo superiori a 1000 euri).
E ci sono stati anche personaggi politici e istituzionali, fra i quali, l'On. Fabrizio 'Chiquito' Cicchitto e l'On. Daniela 'Chiquita Banana' Santanché, pronti a criticare l'operato della finanza ed a parlare di metodi di polizia del terrore. Gli stessi onorevoli (si fa per dire ...) hanno aggiunto che non è giusto colpire i ricchi ... Bah, ognuno è libero di pensarla come vuole.
Non mi sono mai interessato di economia e finanza, anche perché le considero materie insidiose e a doppio taglio, ovvero, veri e proprie armi tipo coltelli o katane, con i 'potenti' dalla parte del manico e le 'masse' dalla parte della lama, ovviamente. Ma è mai possibile che i nostri fottutissimi politici - di destra, di sinistra e di centro, rossi ed ex-rossi, neri ed ex-neri, bianchi ex-scudocrociati e futuribili futuristi, verdi, radiCuli, Italico-valoristi e quant'altro - non siano in grado di varare una manovra fiscale appena appena decente???
Penso di avere quel pochino di cervello necessario da azzardare alcune ipotesi di 'giustizia tributaria' e sociale, quali vado ad esporre nei punti di seguito.
PUNTO 1) REDDITI INDIVIDUALI ED EFFETTIVA 'VALENZA'
La differenza fra quanto un cittadino percepisce e quanto effettivamente gli rimane in tasca alla fine di un mese (o un anno) preso come periodo di riferimento costituisce, a mio modesto parere, IL VERO VALORE SUL QUALE DOVREBBE BASARSI LA TASSAZIONE. Più o meno come avviene negli Stati Uniti (almeno, così mi dicono).
Faccio quindi un esempio, basandomi sui redditi di due ipotetici (seppur reali) Sig. Rossi e del Sig. Bianchi.
A) SIGNOR ROSSI - Età: 45 anni. Dipendente di un certo livello presso una ditta privata. Stipendio NETTO mensile: 2.000 euri.
B) SIGNOR BIANCHI - Età: 42 anni. Funzionario presso un ente pubblico. Stipendio NETTO mensile: 2.000 euri.
(Tali dati e cifre hanno valore indicativo: servono unicamente a 'spiegare' quanto segue.)
A) Il Sig. Rossi è separato dalla moglie ed ha tre figli. Dopo la separazione, ha lasciato la famiglia ed è andato a vivere per proprio conto. Ogni mese guadagna, per l'appunto, 2.000 euri netti, tuttavia deve sborsare: 600 euri (assegno di mantenimento alla ex-moglie e ai figli); 450 euri (affitto di casa); 200 euri circa (importo medio mensile comprensivo di spese condominiali e di riscaldamento, bollette di luce, gas e telefono); 150 euri (finanziamento quadriennale in scadenza nel 2015); 300 euri (mangiare, ovvero fare la spesa). Tali quattro voci ammontano a 1.700 EURI AL MESE DI COSTI 'FISSI', SPESE DELLE QUALI NON SI PUO' FARE A MENO. Spese essenziali, senza contare altri 'lussi' che il Sig. Rossi potrebbe (e/o vorrebbe) permettersi, quali l'acquisto di qualche modesto capo di abbigliamento (circa 60-70 euri al mese), una pizza al mese in compagnia di amici (circa 20-30 euri), giornali e/o riviste (circa 30 euri al mese), una o due gite fuori porta (circa 70-80 euri al mese) o il pernicioso vizio del fumo (circa 130 euri al mese, fumando un pacchetto di sigarette al giorno).
MA TUTTE LE ULTIME VOCI SONO 'VOLUTTUARIE': in momenti di crisi, si può vivere benissimo anche senza comprare nuovi vestiti, uscire con gli amici o fumare sigarette (che poi, del resto, fanno anche male alla salute). TORNANDO AI DATI DI PARTENZA: DEI 2.000 EURI CHE IL SIG. ROSSI GUADAGNA OGNI MESE, GLIENE RIMANGONO CIRCA 300 DI EFFETTIVO 'GUADAGNO'.
Passiamo ora all'esempio n° 2:
B) Il Sig. Bianchi non è sposato e vive ancora con l'anziana madre, nell'appartamento di famiglia che, alla morte della donna, diventerà di sua proprietà. A differenza del Sig. Rossi, non deve pagare 600 euri di assegno alla moglie, né un affitto di casa di 450 euri, né 200 euri circa di spese e oneri vari legati a tale affitto, né 150 euri di un finanziamento stipulato per evidenti necessità. Il Sig. Bianchi contribuirà senz'altro alle spese di casa, vivendo con l'anziana madre, ma nemmeno più di tanto, considerato che l'anziana donna percepisce una pensione di 900 euri più un'altra di reversibilità pari a 600 euri. Ma supponiamo pure che il Sig. Bianchi spenda ogni mese circa 200 euri per la spesa e altri duecento per le spese condominiali e le bollette delle utenze. Guadagnando 2.000 euri al mese, GLI RIMANGONO BEN 1.600 EURI DI EFFETTIVO GUADAGNO, A DIFFERENZA DEL SIG. ROSSI.
EPPURE, PER L'AGENZIA DELLE ENTRATE - E, PIU' IN GENERALE, PER IL TEMUTISSIMO FISCO - ENTRAMBI I SOGGETTI HANNO UN REDDITO UGUALE E DEVONO PERTANTO PAGARE TASSE UGUALI. MA IL SIG. ROSSI, A FINE MESE, SI RITROVA DI FATTO CON 300 EURI IN TASCA, MENTRE IL SIG. BIANCHI SE NE RITROVA BEN 1.600. Il tutto dopo aver provveduto alle spese inderogabili e fisse, legate alle due diverse condizioni dei due summenzionati cittadini.
Negli Stati Uniti, secondo quanto ho sentito dire, i cittadini possono 'scaricare' tutti - ma davvero TUTTI - i costi del vivere ('cost of living'). Addirittura, pare, si possano scaricare le parcelle del massaggiatore o del corso di pallacanestro del figlio spilungone che a 13 anni ha già superato in altezza il papà ... Non arriviamo a tali estremi d'oltreoceano: mi accontenterei, come italiano medio (ma non cazzisuista), se si potessero scaricare le spese fisse e inevitabili. E COSI' FACENDO - E TENENDO CONTO DELLE CIFRE DI CUI SOPRA - AL SUMMENZIONATO SIG. ROSSI RISULTEREBBE UN 'UTILE' ANNUO DI 3.600 EURI, MENTRE AL SIG. BIANCHI RISULTEREBBE UN 'UTILE' ANNUO DI 19.200 EURI.
Annualmente, è obbligo dei cittadini presentare la dichiarazione dei redditi. E QUI VIENE IL BELLO: DICHIARAZIONE DEI REDDITI, CERTO. MA ANCHE DICHIARAZIONE DEGLI 'UTILI', PIU' O MENO COME SI FA PER LE DITTE E LE SOCIETA'.
STO PER DIRE UNA STRONZATA, FORSE???
Ripeto: il summenzionato Sig. Rossi si ritrova, alla fine dell'anno, 3.600 euri di 'guadagno vero o proprio', ovvero di denaro che ha accantonato per comprarsi, ad esempio, un'auto nuova o di seconda mano (non certo una Porsche ...) o per cambiare i mobili o per andare in vacanza. O anche solo per accantonarli in una pensione integrativa per la vecchiaia. Invece, il Sig. Bianchi di ritrova, alla fine dello stesso anno, 19.200 euri che, al limite, può investire come anticipo per l'acquisto di una seconda casa in campagna ...
A COSA CONDUCE UN DISCORSO DEL GENERE?
PUNTO 2) SCAGLIONI DI REDDITO 'REALE'
CONDUCE INEVITABILMENTE, AGLI 'SCAGLIONI' DI GUADAGNO 'REALE', sui quali dovrebbe basarsi una politica tributaria seria. Per cui, ai cittadini che a fine anno si ritrovano con 'utili' effettivi inferiori a 5.000 euri NON SI DOVREBBE FAR PAGARE NEMMENO UN EURO DI TASSE. Nel segmento compreso fra 5.000 e 10.000 euri netti, un'imposta cumulativa pari al 10 per cento; nel segmento compreso fra 10.000 e 15.000 euri netti, un'imposta cumulativa del 15 per cento, e così via, progredendo per scaglioni fino ad arrivare ad un 35 per cento di imposte per chi ottiene (e non 'dichiara' ...) un utile 'netto' annuo superiore compreso fra 200.000 e 500.000 euri, un 38 per cento per redditi utili netti compresi fra 500.000 e 1.000.000 euri ed un unico 40 per cento per i nababbi con oltre 1.000.000 di euri netti utili annui. Come vedete, sono 'comprensivo' anche con i riccastri.
Il fatto di poter scaricare ogni spesa indurrebbe - dettaglio importantissimo - ogni cittadino a pretendere scontrino e fattura in ogni circostanza. Ad esempio, l'auto è una necessità inderogabile per molti, ad esempio per chi abita a Torino e lavora, ad esempio, a Piobesi e deve iniziare a lavorare alle sei di mattina e non ci sono mezzi pubblici che permettano di raggiungere il posto di lavoro. Se, dunque, la frizione di tale auto si rompe e devi pagare 400 euri per farla riparare - e, soprattutto, sai che quei 400 EURI VERRANNO SCALATI 'DI BRUTTO' AI FINI DEL CALCOLO DEL TUO EFFETTIVO REDDITO NETTO 'UTILE' ANNUO - vedi che la fattura al meccanico 'evasoroide' la chiedi e la pretendi di brutto, eccome! Oppure, anche solo, quando vai a fare la spesa al negozietto sotto casa - e la spesa la devi pur fare per poter (soprav)vivere - vedi che lo scontrino glielo chiedi al commerciante. Oppure, quando hai un dente che ti fa impazzire dal dolore e devi andare dal dentista che ti chiede 130 euri per la semplice estrazione di un dente del giudizio, vedi che gli chiedi la fattura anche solo per una cifra così bassa, sapendo che LA POTRAI DEDURRE PER INTERO, E NON SOLO IL 19% DELLE SPESE MEDICHE SUPERIORI A 300 EURI (non funzionava più o meno così la storia???).
LA LUNGHISSIMA TIRITERA DI CUI SOPRA ALLO SCOPO DI DIMOSTRARE CHE ANONIMO VENEZIANO NON DIFENDE GLI EVASORI, COME QUALCUNO HA ERRONEAMENTE INTESO DA ALCUNI MIEI POST PRECEDENTE. A.V. DIFENDE I CITTADINI COMUNI (LEGGI: LA STRAGRANDE MAGGIORANZA DEGLI ITALIANI) TARTASSATI DA UN FISCO INGIUSTO E DA ISTITUZIONI (es. BANCHE, FINANZIARIE, AGENZIA EQUITALIA) CHE RASENTANO SPESSO I LIMITI DELLE ASSOCIAZIONI A DELINQUERE (es. reati quali usura).
Ovviamente, gli esempi di voci di spesa summenzionati si riferiscono a necessità di base. Un calcolo separato dovrebbe essere fatto per quei beni di consumo non essenziali. Oppure, ritornando ai concetti sopraesposti, COSA SI INTENDE PER NECESSITA'? Un'auto è davvero una 'necessità'? Una seduta di massaggi è davvero una necessità? Mi aggancio, a tale proposito, al discorso sull'emissione di scontrini e fatture. Come nell'esempio di cui sopra, l'auto rappresenta per quasi tutti noi (o voi) una necessità al giorno d'oggi (e, come tale, i costi legati alla benzina, all'assicurazione, alle riparazioni necessarie, alle revisioni, ecc. dovrebbero essere TUTTI scaricabili per intero). Ovviamente, un fisco severo e arcigno potrebbe considerarla come una voce 'superflua', nel senso che un contribuente che lavora a nemmeno un chilometro da casa può benissimo andare in ufficio in autobus o, ancora meglio, a piedi o in bicicletta (mezzo di trasporto prediletto dal sottoscritto, ecologico e, soprattutto, a costo zero) - che gli farebbe pure bene alla salute a 'sto italiano medio cazzisuista sempre con l'auto sotto il culo, che poi arriva a 50 anni e si ritrova con il diabete, l'ipertensione, il colesterolo a mille e ogni altro malaccio tipico della popolazione sedentaria.
Il discorso sulla detraibilità delle voci di consumo 'non essenziali' è decisamente più delicato, come si può comprendere. E, soprattutto, difficile da attuare. MA QUANTO HO ESPOSTO PRIMA, IN RELAZIONE AI DUE ESEMPI DEL SIG. ROSSI E DEL SIG. BIANCHI, DOVREBBE AVER CHIARITO IL MIO CONCETTO DI FISCO 'GIUSTO'. Quello che intendo sottolineare, per concludere, è che esiste un ammontare medio mensile di 'sopravvivenza', che possiamo anche fissare nell'ordine dei 1500 euri (per una persona di mezza età, con famiglia). Ovvero un ammontare annuo di 'sopravvivenza' pari a 18.000 euri. So benissimo, ahimè, che moltissimi italiani devono campare con molto, molto meno. Ad ogni modo, tornando a tale ammontare annuo di 18.000 euri, detta somma rappresenta un 'fardello' per chi guadagna stipendi normali. Per chi, invece, ha guadagni utili 'netti' pari a decine di migliaia (se non centinaia di migliaia) di euro annui, tale cifra di 18.000 fa ridere.
INSOMMA, LA SOLITA VECCHIA STORIA. CHE OTTIENE DI PIU' DOVREBBE PAGARE DI PIU'. OVVERO, SE TUTTI PAGASSERO (IL GIUSTO), LE COSE ANDREBBERO MEGLIO. Peccato che i furbetti abbiano trovato la pacchia in un paesaccio come il nostro (o il 'vostro', o il 'loro'). Un paese ben diverso da altri, ad esempio gli Stati Uniti dove, nonostante alcuni difetti insiti nella natura degli 'Yankees' (vedi la tendenza a scatenare guerre ovunque ogni qualvolta gli viene il ghiribizzo), chi fa il furbo con il fisco o con i risparmi della gente non ha scampo (vedi Bernard Madoff il quale, da buon ebreo attaccato ai soldi, si è reso responsabile di un crac finanziario nell'ordine di 50 miliardi di dollari, beccandosi una condanna a 150 anni di carcere - altro che i nostri Tanzi, Cragnotti e compagni di merende simili ...)
venerdì 25 novembre 2011
mercoledì 9 novembre 2011
L'AUTO DEL FUTURO (GIA' POSTATO NEL GIUGNO 2008) - THE CAR OF THE FUTURE (PREVIOUSLY POSTED IN JUNE 2008)
L'auto ad aria è ... volata via
EOLO, la vettura che avrebbe fatto a meno della benzina è stata fatta sparire. Perché?
VIVAMO IN UN MONDO DOVE CI VOGLIONO FAR CREDERE CHE IL PETROLIO È' IMPORTANTE QUANTO L'ACQUA.
Guy Negre, ingegnere progettista di motori per Formula 1, che ha lavorato alla Williams per diversi anni, nel 2001 presentava al Motorshow di Bologna una macchina rivoluzionaria: la "Eolo" (questo il nome originario dato al modello), una vettura con motore ad aria compressa, costruita interamente in alluminio tubolare, fibra di canapa e resina, leggerissima ed ultraresistente. Capace di percorrere
Allo scarico usciva solo aria, ad una temperatura di circa –20°, che veniva utilizzata d'estate per l'impianto di condizionamento.
Collegando Eolo ad una normale presa di corrente, nel giro di circa 6 ore il compressore presente all'interno dell'auto riempiva le bombole di aria compressa, che veniva utilizzata poi per il suo funzionamento.
Non essendoci camera di scoppio né sollecitazioni termiche o meccaniche la manutenzione era praticamente nulla, paragonabile a quella di una bicicletta.
Il prezzo al pubblico doveva essere di circa 9.000-10.000 euro, nel suo allestimento più semplice. Qualcuno l'ha mai vista in TV?
Al Motorshow fece un grande scalpore, tanto che il sito www.eoloauto.it venne subissato di richieste di prenotazione: un mio conoscente si mise in lista d'attesa, lo stabilimento era in costruzione, la produzione doveva partire all'inizio del 2002: si trattava di pazientare ancora pochi mesi per essere finalmente liberi dalla schiavitù della benzina, dai rincari continui, dalla puzza insopportabile, dalla sporcizia, dai costi di manutenzione, da tutto un sistema interamente basato sull'autodistruzione di tutti per il profitto di pochi.
Insomma l'attesa era grande, tutto sembrava essere pronto, eppure stranamente da un certo momento in poi non si sono avute più notizie. E al sito? Cosa è successo? Provate a digitare www.eoloauto.it ...
Questa vettura rivoluzionaria, che, senza aspettare 20 anni per l'idrogeno (che costerà alla fine quanto la benzina e ce lo venderanno sempre le stesse compagnie) risolverebbe OGGI un sacco di problemi, è quindi scomparsa senza lasciare traccia. A dire il vero una traccia la lascia, e nemmeno tanto piccola: la traccia è nella testa di tutte le persone che hanno visto, hanno passato parola, hanno usato Internet per far circolare informazioni.
Tant'è che anche oggi, se scrivete su Google la parola "Eolo", nella prima pagina dei risultati trovate diversi riferimenti a questa strana storia.
Come stanno oggi le cose? Il progettista di questo motore rivoluzionario ha stranamente la bocca cucita, quando gli si chiede il perché di questi ritardi continui. Ed Eolo Auto Italia? Esiste ancora? Quali considerazioni si possono fare su questa deprimente vicenda? Certamente viene da pensare che le gigantesche ‘corporation’ del petrolio non vogliano un mezzo che renda gli uomini indipendenti.
La benzina oggi, l'idrogeno domani, sono comunque entrambi guinzagli molto ben progettati.
Una macchina che non abbia quasi bisogno di tagliandi né di cambi olio, che sia semplice e fatta per durare e che consumi soltanto energia elettrica, non fa guadagnare abbastanza. Quindi deve essere eliminata, nascosta insieme a chissà cos'altro in quei cassetti di cui parlava Beppe Grillo tanti anni fa, nelle scrivanie di qualche ragioniere della Fiat o della Shell, dove non possa far danno ed intaccare la grossa torta che fa grufolare di gioia le grandi compagnie del petrolio e le case costruttrici, senza che l'informazione "ufficiale" dica mai nulla, presa com'è a scodinzolare mentre divora le briciole sotto al tavolo.
Davvero triste, non credete? E pensare a tutti i grandi politici, uomini di stato, ecc. che continuano a parlare di “terrorismo estremista islamico” …..
Forse non esiste anche un “terrorismo economico”, un “terrorismo culturale”?
http://it.wikipedia.org/wiki/Eolo_(auto)
http://en.wikipedia.org/wiki/Eolo_Car
martedì 8 novembre 2011
ELENCO DEI PARLAMENTARI ITALIANI CONDANNATI IN VIA DEFINITIVA

ELENCO DEI PARLAMENTARI ITALIANI CONDANNATI IN VIA DEFINITIVA (‘FI’ sta per ‘Forza Italia’, la formazione politica nata per iniziativa di Truffolo).
Massimo Maria Berruti (deputato FI):
8 mesi definitivi per favoreggiamento nel processo tangenti Guardia di Finanza.
Alfredo Biondi (deputato FI):
2 mesi patteggiati per evasione fiscale a Genova. La sentenza di condanna a suo tempo resa dal
tribunale di Genova nei confronti di Alfredo Biondi è stata revocata in data 28 settembre 2001
per intervenuta abrogazione del reato.
Vito Bonsignore (eurodeputato Udc):
2 anni definitivi per tentata corruzione appalto ospedale Asti.
Umberto Bossi (eurodeputato e segretario Lega Nord):
8 mesi definitivi per tangente Enimont.
Giampiero Cantoni (senatore FI):
Come ex presidente della BNL in quota PSI, inquisito e arrestato per corruzione, bancarotta
fraudolenta e altri reati, ha patteggiato pene per circa 2 anni e risarcito 800 milioni.
Enzo Carra (deputato Margherita):
1 anno e 4 mesi definitivi per false dichiarazioni al pm su tangente Enimont.
Paolo Cirino Pomicino (eurodeputato UDEUR):
1 anno e 8 mesi definitivi per finanziamento illecito tangente Enimont, 2 mesi patteggiati per
corruzione per fondi neri ENI.
Marcello Dell’Utri (senatore FI e membro del Consiglio d’Europa):
condannato definitivamente a 2 anni per frode fiscale e false fatturazioni a Torino (false fatture
Publitalia); ha patteggiato 6 mesi a Milano per altre vicende di false fatture Publitalia.
Antonio Del Pennino (senatore FI):
2 mesi e 20 giorni patteggiati per finanziamento illecito Enimont; 1 anno 8 mesi e 20 giorni
patteggiati per i finanziamenti illeciti della metropolitana milanese.
Gianni De Michelis (eurodeputato Socialisti Uniti per l'Europa):
1 anno e 6 mesi patteggiati a Milano per corruzione per le tangenti autostradali del Veneto; 6
mesi patteggiati per finanziamento illecito Enimont.
Walter De Rigo (senatore FI):
1 anno e 4 mesi patteggiati per truffa ai danni del ministero del Lavoro e della CEE per 474
milioni di lire in cambio di falsi corsi di qualificazione professionale per la sua azienda.
Gianstefano Frigerio (deputato FI):
condannato a Milano a oltre 6 anni di reclusione definitivi per le tangenti delle discariche (3
anni e 9 mesi, corruzione) e per altri due scandali di Tangentopoli (2 anni e 11 mesi per
concussione, corruzione, ricettazione e finanziamento illecito).
Giorgio Galvagno (deputato FI):
ex sindaco socialista di Asti, nel ’96 ha patteggiato 6 mesi e 26 giorni di carcere per
inquinamento delle falde acquifere, abuso e omissione di atti ufficio, falso ideologico, delitti
colposi contro la salute pubblica (per l’inquinamento delle falde acquifere) e omessa denuncia
dei responsabili della Tangentopoli astigiana nello scandalo della discarica di Vallemanina e
Valleandona (smaltimento fuorilegge di rifiuti tossici e nocivi in cambio di tangenti).
Lino Jannuzzi (senatore FI):
condannato definitivamente a 2 anni e 4 mesi per diffamazioni varie, è stato graziato dal capo
dello Stato proprio mentre stava per finire in carcere.
Giorgio La Malfa (deputato PRI, ministro Politiche comunitarie):
condanna definitiva a 6 mesi e 20 giorni per finanziamento illecito Enimont.
Roberto Maroni (deputato Lega Nord e ministro Lavoro):
condannato definitivamente a 4 mesi e 20 giorni per resistenza a pubblico ufficiale durante la
perquisizione della polizia nella sede di via Bellerio a Milano.
Augusto Rollandin (senatore Union Valdôtaine-DS):
ex presidente della giunta regionale Valle d’Aosta è stato condannato in via definitiva dalla
Cassazione nel ’94 a 16 mesi di reclusione, 2 milioni di multa e risarcimento dei danni alla
Regione per abuso d’ufficio: favorí una ditta “amica” nell’appalto per la costruzione del
compattatore di rifiuti di Brissogne. Dichiarato decaduto dalla Corte d’appello di Torino, in
quanto “ineleggibile”, nel 2001 si candida al senato con l’Union Valdotaine, i DS e i
Democratici.
Vittorio Sgarbi (deputato FI):
6 mesi definitivi per truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato, cioè del ministero dei
Beni culturali.
Rocco Salini (gruppo misto)
condannato in Cassazione a un anno e 4 mesi per falso ideologico.
Calogero Sodano (senatore UDC):
già sindaco di Agrigento, condannato definitivamente a 1 anno e 6 mesi per abuso d’ufficio
finalizzato a favorire i costruttori abusivi in cambio di favori elettorali.
Egidio Sterpa (deputato FI):
condannato a 6 mesi definitivi per tangente Enimont.
Antonio Tomassini (senatore FI):
Medico chirurgo, condannato in via definitiva dalla Cassazione a 3 anni per falso.
Vincenzo Visco (deputato DS):
Condannato definitivamente dalla Cassazione nel 2001 per abusivismo edilizio, per via di alcuni
ampliamenti illeciti nella sua casa a Pantelleria: 10 giorni di arresto e 20 milioni di ammenda.
Piú l’“ordine di riduzione in pristino dei luoghi”, cioè la demolizione delle opere abusive.
Alfredo Vito (deputato FI):
2 anni patteggiati e 5 miliardi restituiti per 22 episodi di corruzione a Napoli.
RESET! SE NON ORA, QUANDO??? (RESET NOW! IF NOT, WHEN???)



Basta.






























