Visualizzazione post con etichetta Cinema. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Cinema. Mostra tutti i post

mercoledì 30 novembre 2011

KEN RUSSELL (1927-2011) - R.I.P.





Tre giorni fa è morto Ken Russell, regista fra i più dissacranti, provocatori e iconoclasti (e, proprio per questi motivi, uno dei miei preferiti, insieme a Stanley Kubrick). Come non ricordare suoi film quali "Donne in amore", "Messia selvaggio", "Tommy", "China blue", "Stati di allucinazione" o "Whore"?
Ma soprattutto, "I diavoli", un vero capolavoro - uno dei miei film preferiti, che a suo tempo mi colpì profondamente. Stracensurato, fu occasione di uno scandalo alla Mostra di Venezia del 1971. I soliti bigottoni, vescovacci, Vaticanofili e compagnia bella riuscirono a far sequestrare la pellicola che, fortunatamente, fu in seguito dissequestrata. Non solo, ma l'allora critico Giovanni Raboni fu licenziato dal giornale per cui lavorava (L'Avvenire) in quanto i direttori baciapile della testata non avevano accettato i commenti positivi che il critico aveva fatto del film.
Pace eterna al grande Ken - riposi in pace: fra le anime beate, non certo fra i Diavoli che lui stesso aveva immortalato nel suo film più drammatico. E se l'avete visto, come ho fatto io, sapete di quali Diavoli sto parlando ....

Ken Russell, one of the most provocative, iconoclast and greatest film-makers ever (and, for this very reason, one of my favourite ones, together with Stanley Kubrick), died three days ago. His masterpieces include "Women in love", "Savage Messiah", "Tommy", "China blue", "Altered states" and "Whore".
But, above all, "The Devils" is Russell's true masterpiece, in my opinion - a movie that shocked and impressed me positively when I first watched it. It caused a sensation at the Venice International Festival of Film in 1971 (where it was awarded the Best Director-Foreign Film prize): of course, censorship hit the film, strongly urged by the Catholic Church, and "The Devils" was banned in Italy for nearly one year. Among other things, Giovanni Raboni, an Italian reviewer and poet working for Catholic-oriented newspaper "L'Avvenire", was fired by the newspaper management because he had somewhat praised Russell's movie ...
Rest in peace, Ken, among the good-hearted - Not among the bad souls, the Devils you perfectly depicted in your masterpiece movie. And if you watched the movie, as I myself did, you know very well who are the Devils I'm talking about ...

lunedì 17 marzo 2008

BARRY LYNDON (STANLEY KUBRICK) - 1975






Dopo tempo immemore, rieccomi con un post dedicato al cinema, ovviamente cinema d’autore: “Barry Lyndon” di Stanley Kubrick.
“Barry Lyndon” è uno dei film di Stanley Kubrick che preferisco. Senz’altro la raffigurazione più realistica nella storia del cinema e, con tutta probabilità, la pellicola esteticamente più “bella” mai realizzata. “Barry Lyndon” è un adattamento di un romanzo ottocentesco di William Thackeray che parla di un giovane scapestrato irlandese che, grazie alla fortuna e alle sue abilità (talvolta discutibili), ha un’incredibile ascesa sociale, diventando un nobile ma, alla fine, perdendo tutto ciò che aveva acquisito.
Le riprese ebbero luogo in Inghilterra, Irlanda e Germania e il grande regista Kubrick – il mio preferito – seguì e curò ogni scena nei minimi dettagli. L’ampio utilizzo dell’illuminazione artificiale fa sì che ogni scena rappresenti l’equivalente visivo di un quadro dell’epoca. Non a caso, numerose sequenze furono girate esclusivamente a lume di candela, creando effetti di luce unici nel loro genere. Si tratta dell’unico film che testimonia la stupefacente bellezza offerta dalla luce degli enormi lampadari di cristallo che abbellivano le residenze nobiliari di un tempo.
Per raggiungere tali risultati, Kubrick fece ricorso a speciali obiettivi realizzati originariamente niente meno che dall’ente spaziale americano NASA. Tali obiettivi avevano una messa a fuoco tale che, secondo quanto sosteneva Marisa Berenson (il personaggio femminile principale, nel ruolo di Lady Lyndon), gli attori dovevano rimanere immobili durante certi primi piani per evitare di risultare sfuocati.
Si tratta indubbiamente di un capolavoro, pur essendo un film lunghissimo (oltre 3 ore) e con una progressione “lenta”. Tuttavia, le sorprese e i colpi di scena non mancano: combattimenti con la spada, duelli, rapine, saccheggi, scene di guerra, perfino qualche scena di nudo.
“Barry Lyndon” si è aggiudicato quattro Oscar (scenografia, fotografia, costumi, colonna sonora).

After a very, very long time, I’m writing again a new post about cinema – elite cinema, of course: Stanley Kubrick’s “Barry Lyndon”.
“Barry Lyndon” is one of my favorite Stanley Kubrick’s movies. Certainly the most authentic period piece in cinema history, and possibly the most beautiful-looking film ever made. It was adapted from the 19th-century novel by William Thackeray about an 18th-century Irish rogue who, through luck and skill, rises from a modest farmer to a wealthy noble, only to lose it all.
Shooting on location in England, Ireland, and Germany, the meticulous Kubrick made certain every detail was accurate. Extensive use of natural lighting makes each scene the visual equivalent of paintings from that period. Several sequences were shot exclusively by candlelight, creating lighting effects never achieved before or since! This is the only film that demonstrates the true, stunning glory of a huge crystal chandelier's illumination of a palatial room.
To accomplish this visual virtuosity, Kubrick employed specially adapted low-light lenses originally developed by NASA. These lenses had such a shallow focus range that, according to Marisa Berenson (the leading female character as Lady Lyndon), the actors often couldn't move forward or backward at all during certain close-ups, or they would go out of focus.
This cinematic masterpiece may be long and deliberately paced, but it is never boring. In fact, it contains many outstanding elements: a sword fight, three pistol duels, two brawls, two epic combat sequences, armed robbery, stealing, looting, and a couple of nude scenes.
It won Oscars for sets, photography, costumes and music.

mercoledì 10 ottobre 2007

CANE DI PAGLIA (STRAW DOGS) - 1971






Visto che ho da poco postato la colonna sonora di un film tutt’altro che “pane, amore e fantasia”, eccomi quindi a parlarvi di “Cane di paglia”, uno dei primi successi del grande Dustin Hoffman.
Senz’altro uno dei film migliori mai visti in vita mia: “Cane di paglia” (1971), diretto da Sam Peckinpah, con la partecipazione brillante di Dusting Hoffman e Susan George. La pellicola si basa sul romanzo “The siege of treacher’s farm” scritto da Gordon Williams.
“Cane di paglia” fu oggetto di aspre polemiche al momento della sua uscita, e ancora oggi fa parlare di sé. Tali polemiche riguardavano soprattutto la cruda e prolungata scena dello stupro - uno dei momenti topici della vicenda. I critici, soprattutto quelli di parte femminile, accusarono Peckinpah di dare eccessivo risalto e di compiacersi in qualche modo di una sorta di sadismo misogino. In particolare, quello che colpì fu la sottile ambiguità della scena "incriminata", nella quale Amy (la donna che subisce violenza) pare in alcuni istanti “gradire” il brutale trattamento al quale viene sottoposta. I sostenitori di Peckinpah fecero notare che, al contrario, quella scena era chiaramente terrificante, e che il trauma patito da Amy veniva reso in modo fedele, senza doppie interpretazioni. In ogni caso, i detrattori di Peckinpah continuano a citare tale scena quale prova della misoginia del regista.
“Cane di paglia” narra la storia di David Sumner, un matematico americano interpretato da Dustin Hoffman, e di Susan George, la moglie britannica di David. I due fanno ritorno nella città nativa della donna in Cornovaglia (Gran Bretagna), per sfuggire alla violenza e alla delinquenza che imperversano nella società americana. Tuttavia, pur in quella tranquilla località inglese, David e Amy si trovano a dover subire le angherie della popolazione locale, fino a quando due uomini violentano la bella Amy. E quando Henry Niles (interpretato da David Warner), un giovanotto del posto con un lieve deficit mentale (nel film, viene presentato come una sorta di pedofilo che ...
Ovviamente non andrò oltre con la trama del film, qualora non l’abbiate ancora visto. “Cane di paglia” continua ancora oggi a dividere pubblico e critica, anche se i suoi detrattori ne hanno finalmente riconosciuto l’importanza e bellezza cinematografica. Con il passare degli anni, “Cane di paglia” è stato considerato un classico del cinema moderno.
DA NON PERDERE!

Considering that I have just posted the original soundtrack of a harsh film, I wish to introduce to you “Straw dogs”, another crude movie featuring Dustin Hoffman at one of his early peaks.
One of the best movies I have ever seen, “Straw dogs” is a 1971 film directed by Sam Peckinpah and starring Dusting Hoffman and Susan George as leading characters. It is based on the novel “The siege of treacher’s farm” by Gordon Williams.
The film was wildly controversial on its release and has remained so to this day. Most of the controversy revolved around the long and highly explicit rape scene which is the centerpiece of the film. Critics, especially feminist critics, accused Peckinpah of glamorizing rape and engaging in misogynistic sadism. They were particularly disturbed by the seeming ambiguity of the rape scene, in which Amy at certain points appears to be asking for and enjoying the abuse she is subjected to. Peckinpah's defenders claimed that the scene was unambiguously horrifying and that Amy's trauma was truthfully portrayed in the film. Peckinpah's detractors continue to cite this scene as proof of Peckinpah's chauvinism and misogyny.
The film tells the story of an American mathematician, David Sumner (Dustin Hoffman) and his British wife, Amy (Susan George), who move to Amy's home town in Cornwall, United Kingdom, to escape crime and violence in the United States. They face increasing levels of harassment by the local residents who, finally, subject Amy to a brutal double rape. When Henry Niles (David Warner), a local man with a mild mental disability (portrayed in the film as a child molester …
Of course, I will not reveal the entire plot of this film, in the event that you have never seen it. “Straw dogs” remains very divisive among critics and audiences, though even its detractors have largely come to admit its importance and artistry. With the passing of tears, the film has come to be seen as something of a modern classic.
AN ABSOLUTE MUST FOR CINEMA CONOISSEURS!

lunedì 2 aprile 2007

LA DONNA DELLA DOMENICA (L. COMENCINI, 1975) - "THE SUNDAY WOMAN"


Qualche anno fa ebbi modo di guardare alla TV, su RaiUno, un film di ottima fattura intitolato "La donna della domenica". Peccato che, tanto per non smentire le italiche abitudini, il film fu proposto intorno all'una di notte di un week-end. Mi pare giusto, no? Meglio inondare la prima fascia serale della solita immondizia: squallidi varietà, Grandi (o piccoli ...) Fratelli, pellicole americanate con spara/ammazza/squarta/macchine-volanti/parolacce/palazzi-che-esplodono, ecc. ecc.
Basta polemiche. Tornando al film (tratto da un avvincente thriller di Fruttero & Lucentini), ne consiglio caldamente la visione. Quindi correte subito ad acquistarlo o noleggiarlo, perché ne vale davvero la pena.
"La donna della domenica" è ambientato a Torino, la mia città. Non è certo per campanilismo che ho elogiato quest'opera: certo è che chiunque viva, o abbia vissuto - o meglio ancora, sia nato quasi cinquant'anni fa a Torino, e vi abbia sempre vissuto - apprezzerà meglio certe sfumature, sottintesi, immagini che il regista Luigi Comencini ha saputo rendere così bene che meglio non avrebbe potuto.
Dalla storia traspare soprattutto quell'immagine "tipica" di Torino quale città riservata, sonnolenta, anonima (non è affatto vero) nella quale, quasi a sorpresa, si intreccia una vicenda dai contenuti ... libertini. I riferimenti visivi a tutto quanto è "peccato" (secondo i dettami di nostra Madre Chiesa ...) abbondano nel film: l'architetto Garrone che sbircia maliziosamente le belle gambe di una commessa, Anna Carla (interpretata dalla splendida Jaqueline Bisset) con il suo amante Massimo (Jean-Louis Trintignant), a sua volta complice di una relazione omosessuale con Lello (Aldo Reggiani). E su tutto, le splendide interpretazioni del Commissario Santamaria (Marcello Mastroianni) e del Commissario De Palma (Pino Caruso) - che fior fior di attori! - che, con la loro presenza, in un certo senso "fuori luogo" a Torino, ricordano il razzismo strisciante con il quale i nativi della mia splendida città accolsero le masse di immigranti dal Sud durante gli anni Sessanta e Settanta. Più o meno come, al giorno d'oggi, molti torinesi (sia d'origine sia d'adozione) guardano con sospetto i moltissimi extracomunitari insediatisi nella metropoli subalpina. Oggi a me, domani a te, verrebbe da dire. Ma questo è tutto un altro discorso ...
Ovviamente non accennerò neanche minimamente alla trama del film, proprio per rendere i miei lettori più curiosi. Sappiate solo che l'architetto Garrone (sì, proprio lui, quello che sbirciava le gambe di una commessa) viene ritrovato con il cranio spaccato ... da un enorme fallo di marmo ....

I watched "La donna della domenica" ("The Sunday woman") a few years ago. Typically, the film was broadcast at 1.00 a.m. on a Sunday night. And I often wonder why the Italian TV companies do not broadcast such excellent movies during the prime time, instead of feeding the viewers with such trash as squalid shows, Big (or, rather, small ...) Brothers, or American rubbish with shoot'em/kill'em/rip'em/fly-on-my-car/bad-word-talking/see-this-palace-burst-out, and the like.
No more arguments! Going back to the film (based on a detective story by Fruttero & Lucentini), I strongly recommend that you should watch it. So, go and buy or rent it at once!
"La donna della domenica" is set in Turin (Italy), the city where I was born and where I have been living since then. So you might think that I am praising this movie because it was shot in my home town. Not at all. Simply because film director Luigi Comencini was able to render the 'character' of the city in a marvellous way: a discreet, 'drowsy' city (though I don't agree to that), where the intricate plot of the film develops, sometimes hinting at licentious situations: Mr. Garrone, the 'horny' architect who peeps at a saleswoman's legs; Anna Carla (i.e. French actress Jaqueline Bisset), the main female character of the film, who has a love affair with Massimo (i.e. Jean-Louis Trintignant) who has, in turn, a homosexual relationship with Lello (i.e. Aldo Reggiani, a famous Italian drama and movie actor). Not to mention the superb performance by Detective Santamaria (Marcello Mastroianni) and his fellow-worker Detective De Palma (Pino Caruso, another famous Italian actor). Just look at the names of these actors - a good film-making brand, indeed!
Of course, I'm not going to make any mention to the plot, so that everybody will get curious and will want to watch this film. Just one thing: Mr. Garrone (yeah, the very 'horny' architect peeping at a saleswoman's legs) comes to a terrible death, his skull being smashed by a marble object shaped like a huge phallus ...

giovedì 8 marzo 2007

STANLEY KUBRICK (26/07/1928 - 07/03/1999)









Oggi, 7 marzo, è doveroso ricordare l'ottavo anniversario della morte di Stanley Kubrick, mio regista prediletto nonchè uno dei massimi esponenti del cinema d'autore dello scorso secolo.
Ho deciso pertanto di rendergli omaggio con una serie di immagini di vario genere.

giovedì 1 marzo 2007

STANLEY KUBRICK - LOLITA (1961)




Due giorni fa ho postato alcune riflessioni su Stanley Kubrick, mio idolo e "icona" assoluta del cinema di tutti i tempi. Avevo anche indicato la sua opera che ho apprezzato maggiormente: Lolita (1961). E proprio a questo riguardo, oggi voglio presentarvi due immagini di quel film: 1) l'inconfondibile locandina; 2) la splendida Sue Lyon, giovanissima attrice protagonista del film, a fianco dell'intramontabile James Mason (ma che dire degli altri due co-protagonisti, Shelley Winters e Peter Seller?).

Agli amanti delle colonne sonore "old-time" consiglio inoltre di ascoltare il tema principale del film (ved. link seguente). Un classico tema romantico, con sviolinate e archi a tutto andare. Non certo il mio genere preferito; in ogni caso, un motivo gradevole e ben realizzato.
Ma quello che consiglio a TUTTI è di vedere - o, nel caso lo abbiamo già visto - rivedere questo splendido film. Da non confondere con i successivi, squallidi (a mio parere) remake che nulla hanno a che vedere con il fascino e l'universalità dell'opera kubrickiana.
LOVE THEME (Lolita, 1961)



martedì 27 febbraio 2007

STANLEY KUBRICK: UN MITO FUORI DAL TEMPO

Sono passati ormai quasi otto anni dalla morte di Stanley Kubrick, l'eccentrico registra statunitense autore di capolavori quali "Lolita", "2001 Odissea nello Spazio", "Arancia Meccanica", "Shining" (solo per citarne alcuni). Eppure capita di rivedere le sue pellicole e di scoprire ogni volta sfumature nuove, sensazioni diverse.
Il primo suo film che vidi fu "Shining", l'horror-movie per eccellenza dell'epoca (inizio anni Ottanta). Complice un cast di attori fenomenali, Kubrick riuscì a rendere vivo il terrore nel vero senso della parola. Non il terrore ridicolo di certe pellicole con zombi e mostri di vario genere che si decompongono per ricomporsi successivamente in sequenze filmate che in molti casi sfociano nel ridicolo. Bensì il terrore vero e proprio. La minaccia che viene da chi ti sta più vicino e dovrebbe proteggerti da ogni pericolo.
Se "Shining" fu l'ottimo biglietto da visita con il quale mi avvicinai al cinema di Kubrick, il secondo sua film che vidi, "2002 Odissea nello Spazio" mi lasciò inizialmente perplesso. Per essere più sincero, non ci capii quasi nulla. In seguito fu la volta di "Full Metal Jacket" e "Eyes Wide Shut". Ottimi film, senz'altro. Ma fu solo quando ebbi modo di venire in possesso dell'intera filmografia kubrickiana che rimasi letteralmente affascinato. Qual è il suo film migliore? E quale il peggiore? O meglio, "film peggiore" è una bestemmia quando si parla di Kubrick. Diciamo allora il meno riuscito. Secondo la critica non esiste film kubrickiano "brutto" o anche solo "mediocre". Personalmente, quello che mi ha affascinato di meno è "Il Dottor Stranamore". Quanto al più bello, è veramente difficile dirlo. La fotografia di "Barry Lyndon" è superba, a mio parere senza eguali nel cinema degli ultimi decenni. L'atmosfera surreale e angosciosa di "Arancia Meccanica" non può certo lasciare indifferenti. Per non parlare della trama sottile a cavallo fra sogno e realtà che caratterizza "Eyes Wide Shut". O della cruda realtà della guerra, descritta mirabilmente in "Orizzonti di Gloria" prima e in "Full Metal Jacket" poi. "2001 Odissea nello Spazio" è considerato da molti il capolavoro di Kubrick. Oggettivamente posso certo condividerlo. Eppure nella mia graduatoria personale si colloca al secondo posto, forse per il fatto che il genere fantascientifico non ha mai avuto un certo effetto su di me. Al primo posto della mia graduatoria c'è "Lolita". Film a suo tempo oggetto di critiche e censure che ai nostri giorni fanno sorridere, "Lolita" rappresenta, a mio parere, la massima espressione di quell'analisi del profondo umano che Kubrick ha da sempre posto in primo piano. E tale sua capacità di scandagliare l'anima dell'uomo è stata talvolta messa in dubbio dai suoi detrattori, i quali preferivano additarlo come creatore di pellicole violente, immorali, realizzate con lo scopo principale di mettere a nudo gli aspetti peggiori dell'umanità. Certamente, Kubrick sembra non avere mai avuto un'alta considerazione del genere umano. Ma i suoi personaggi sono reali: i militari ottusi e violenti di "Orizzonti di Gloria" e "Full Metal Jacket" (ancora oggi, basta guardare cosa succede nel mondo - vedi Iraq, tanto per fare un esempio .....); oppure uomini e donne coinvolti in passioni incontrollabili ("Lolita", "Eyes Wide Shut") o, ancora, la follia senza senso ("Shining" - al riguardo, pensiamo alla cronaca nera di tutti i giorni, dove persone cosiddette "normali" finiscono con l'accoltellare o macellare allegramente figli, coniugi, vicini di casa e quant'altro).
È davvero un peccato che Kubrick ci abbia lasciati. Come diceva Tom Cruise in un documentario, "Stanley's gone, there will be no more Kubrick's films". Il grande regista non aveva realizzato molti film, questo è vero. Si prendeva tutto il tempo necessario. Ma alla fine produceva quasi sempre capolavori.
Quei capolavori che invito tutti a visionare con calma, sprofondati nella poltrona del vostro soggiorno, in pieno relax, con una bibita o un alcolico (per quelli che bevono ....) a portata di mano. Possibilmente, non con la propria donna a fianco (né con qualsiasi altra donna - o uomo, se siete omosessuali). Sì, perché i film di Kubrick sono come un'udienza di tribunale o una seduta psicanalitica. Per capirli, non bisogna perdere nemmeno un fotogramma.